Pace in terra agli uomini che Dio ama

S.Andrea 1986 Messa di Capodanno

Fratelli e sorelle
Oggi la Chiesa
celebra l’ottava di Natale,
celebra la maternità divina della Madonna,
celebra la pace.
Natale é ancora qui, presente, attuale. E l’augurio che é stato annunciato dagli angeli ai pastori é annunciato oggi nella Chiesa con la stessa forza e soprattutto con la stessa grazia: "Pace in terra agli uomini che Dio ama”.
Dio ci ama e perciò ci dà la sua pace, che é la riconciliazione con lui che ci é padre, fratello e amico, e la riconciliazione tra di noi perché siamo amati e perciò dobbiamo amarci.
Siamo amati dal Padre e dobbiamo amarci come fratelli.
Maria é la madre del Figlio di Dio,
é la madre di Colui che é la pace in persona,
che é il nostro pacificatore che “fa di due uno solo”.
Maria é madre di Gesù ed é madre di tutti coloro che accolgono nostro Signore Gesù Cristo.
Un giorno, l’ultimo giorno, sul Calvario, Maria raccoglierà il testamento di Gesù e in lui suo figlio.sia madre di Gesù, è madre nostra.
Madre di Gesù e  perciò madre dell’autore della pace, e madre nostra e perciò vuole che come figli le vogliamo bene e come fratelli ci vogliamo bene, perché la pace, portata dal suo divin figliolo, si radichi nel nostro cuore e diventi un sentimento abituale che accompagna la grazia di Dio: il dono della divina filiazione.
Noi siamo figli di Dio e perciò portiamo nella nostra persona il dono della grazia, il dono della partecipazione alla natura divina, il dono di quella partecipazione di cui Maria é piena per sempre.
Se gli uomini di tutto il mondo accogliessero la maternità divina della Madonna, si sentirebbero fratelli e perciò sentirebbero la esigenza di volersi bene gli uni gli altri.
Miei cari, quando diciamo agli uomini ,non dobbiamo riferirci all’esterno, non dobbiamo riferirci soltanto al mondo. Dobbiamo riferirci a noi stessi e diventare sempre più coscienti che siamo figli di Dio, e diventare sempre più impegnati a volerci bene.
C’é una legge, propria della divina economia, per cui essendo tutti – indistintamente - creature di Dio, essendo tutti redenti figli di Dio, abbiamo una comune responsabilità.
Io non so, miei cari, se riesco ad esporvi questo pensiero.
Non siamo - come é stato detto - degli  esuli, non siamo perciò degli isolati, non viviamo ognuno per nostro conto.
Siamo figli,
siamo fratelli,
apparteniamo all’unica famiglia umana,
apparteniamo alla famiglia dei figli di Dio, perciò
ogni nostra azione si ripercuote nell’ambito di questa famiglia;
ogni nostra azione si ripercuote su tutte le creature e su tutti i fratelli e le sorelle.
Dobbiamo prendere coscienza di questa nostra responsabilità e,
come nel mondo tiranneggia il peccato per la violenza degli ingiusti,
così nel mondo deve radicarsi, sempre di più, la pace  di Cristo, l’amore fraterno, per la sovrabbondanza che ognuno di noi porta in se stesso.
Oggi é la giornata della pace.
E’ una giornata che ci riguarda personalmente, di cui portiamo la responsabilità rispetto  a tutto il mondo.
Siamo chiamati a rendere più abbondante - lasciatemi dire così - a rendere più pesante, a rendere più feconda
la presenza della grazia,
la presenza della carità e perciò
la presenza della pace nel mondo.
Cerchiamo di essere pacificati in noi stessi.
Cerchiamo di diffondere, intorno a noi, atteggiamenti e  sentimenti di pace.
Noi influiremo sulle sorti del mondo perché la pace abbia ad essere il dono natalizio per tutti gli uomini che- indistintamente - Dio ama.
Questo é l’augurio che vi fa il vescovo per il nuovo anno.
Lo fa a voi personalmente, alle vostre famiglie, alle nostre comunità, a tutto il mondo.  E io accolgo il vostro augurio fatto di preghiere, perché il Signore mi benedica e porti a compimento nel migliore dei modi, il mio ministero.

MONS. CARLO FERRARI
Vescovo di Monopoli















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