CT 2A Veglia 86

Cristo muore
Cristo risorge
Ecco l'epilogo della storia

Abbiamo rivissuto una lunga storia, tutta la storia, dal momento della creazione, da quando ebbe inizio il mondo fino a questo momento.

E di questa storia il protagonista é Dio:
Dio nella sua sapienza,
nella sua grandezza,
nella sua bellezza,
nella sua potenza,

ma Dio per l’uomo perché tutto ciò che gli fa,
dalla creazione fino a questo momento,
lo fa per manifestare il suo amore verso la sua creatura prediletta:
- che si chiamerà Adamo,
- che si chiamerà Abramo,
- che si chiamerà Mosè e,
- che nella pienezza dei tempi si chiamerà Gesù raffigurato da Adamo prima, da Abramo, da Mosè, dai profeti, fino a questa sera in cui noi celebriamo ancora le meraviglie di Dio nella nostra persona.

L’uomo fatto a immagine e somiglianza di Dio, rifiuta di chinarsi e di affidarsi all’amore di Dio.
Crede a un'altra parola.
Ma Dio non lo abbandona e gli promette una salvezza, e la storia di questa salvezza incomincia con Abramo, e questa salvezza si profila con una immagine, che evoca molto chiaramente un sacrificio:
Uno che dovrà essere sacrificato
per dimostrare la fedeltà a Dio e
per ricondurre gli uomini ad essere fedeli a Dio.

Per questo Dio - lo annuncia il profeta - manderà il suo Spirito su tutte le persone che lo vorranno ricevere e, misteriosamente, su tutte le persone che Dio vuole salvare, indistintamente, nel modo che noi non sappiamo, ma certamente attraverso un segno eretto nel mondo che é la Chiesa, cioè, che siamo noi nei quali lo Spirito di Dio prende la sua dimora dal momento del nostro battesimo.

Avete ascoltato: “Fratelli non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morte?”
E Paolo, avete udito come spiega questa azione misteriosa, questo evento misterioso, questo fatto di salvezza: Cristo muore, Cristo risorge. Ecco l'epilogo della storia.

Ma proprio in questo epilogo della storia siamo innestati noi, nella sua morte e nella sua risurrezione attraverso – dicevo - l’azione del battesimo, dove lo Spirito che era stato promesso ci fa morire con Cristo, dove lo Spirito che era stato promesso ci viene dato e ci fa vivere con Cristo.

E ci fa vivere di Cristo.

Tutti noi, sapete,
per il fatto di essere stati battezzati possediamo questo Spirito,
lo Spirito di Dio che ci configura alla morte di Gesù Cristo, cioè,
non é che fa entrare la figura della morte di Gesù Cristo,
ci fa partecipare alla morte di Gesù Cristo,
per mezzo della quale il peccato é stato distrutto nel mondo,
per mezzo della quale il peccato - se noi lo vogliamo
viene distrutto nella nostra persona,
viene distrutto lungo la nostra esistenza, se noi lo vogliamo.

Come si dice:
c’é una grazia in noi,
c’é una presenza in noi,
c’é Uno che agisce in noi e rende attuale l’azione della morte di Gesù Cristo per mezzo della quale egli ha distrutto il peccato.

Ma siamo tutti impegnati, giorno per giorno, a sintonizzarci con questa azione che lo Spirito compie in noi per distruggere il peccato, cioè:
a prendere coscienza che dobbiamo distruggere il peccato,
a sforzarci di distruggere il peccato,
ad impegnarci a distruggere il peccato.

La vita del cristiano dovrebbe essere così perché il peccato insorge continuamene in noi, spunta da tutte le parti, si manifesta in tante situazioni e noi lo dobbiamo combattere, ma non noi da soli che non saremmo capaci:
noi con la grazia dell’azione dello Spirito Santo che ci fa partecipare alla morte di nostro Signore Gesù Cristo.

Ma lo Spirito del battesimo ci fa partecipare alla vita nuova di Gesù Cristo.
Gesù risorto dal sepolcro non muore più.
 “Ora invece, per il fatto che Egli vive, vive per Dio”.
Dio é presente e quelli che sono sotto l’azione del suo Spirito -

forse vi potrà sembrare strano questo linguaggio, ma é tanto il linguaggio della fede, il linguaggio della celebrazione di questa sera, il linguaggio che si addice al nostro battesimo e a noi che siamo battezzati! -

l’azione dello Spirito ci fa partecipare alla vita nuova di Cristo,
-alla vita di Cristo risuscitato,
-per cui diventiamo figli di Dio,
-siamo capaci di vivere una vita nuova,
-diventiamo delle creature nuove
-che si oppongono al peccato e cercano Dio.
-perché il peccato é rifiuto di Dio e qui c’é la ricerca di Dio -
-e si orientano verso Dio,
-e si fidano di Dio,
-e si abbandonano al suo amore,
-e lasciano che il suo amore operi in loro, perché li trasformi in creature nuove, animate dallo Spirito che diffonde in loro l’Amore.

Perché Dio é amore.

Ha creato per amore,
per amore ha perdonato il peccato,
per amore ha mandato il suo Figlio nel mondo,
per amore ha accettato il sacrificio di croce del suo Figlio,
per amore ha risuscitato Cristo da morte,
per amore Egli ci adotta come suoi figli mandando nel nostro cuore il suo Spirito.

Ecco, come noi siamo inseriti nell’epilogo della lunga storia che abbiamo celebrato in questa notte.

Allora, se noi vogliamo celebrare la Pasqua dobbiamo accogliere l’impulso dello Spirito che é dentro di noi,
*per partecipare da una parte alla morte di Gesù Cristo e distruggere il peccato,
*per partecipare alla vita nuova di Gesù Cristo, alla sua risurrezione, e vivere da figli di Dio nelle opere ispirate dalla carità, nelle opere ispirate all’amore.

- Così facciamo il nostro passaggio,
- così passiamo dalla morte alla vita,
- così passiamo dalla schiavitù alla libertà,
- così passiamo dalle tenebre alla luce. (tutto il simbolismo espresso dalla liturgia che abbiamo celebrato fino a questo momento)
- così diventiamo capaci di accogliere nostro Signore Gesù Cristo che si dona a noi ,attraverso il suo corpo glorioso, in cibo nella santa Eucarestia perché camminiamo da nuove creature.

Tra pochi istanti sarà portata qui una piccola creatura e dopo che noi avremo benedetto le acque del fonte battesimale, riceverà il battesimo. La nostra comunità si arricchisce di un nuovo membro.
Lo Spirito del Signore estende la sua presenza in mezzo a noi, la intensifica.

Siamo uno di più non solo di numero, ma siamo un luogo di una maggiore presenza, di un più grande amore,
della potenza del nostro Dio che crea l’universo,
pone al vertice dell’universo l’uomo
e benché se ne renda indegno,
lo salva e lo esalta ancora più altamente
dandogli la dignità di figlio di Dio e
invitandolo a partecipare alla comunione di vita con Lui.
Ora procediamo alla benedizione del fonte battesimale.

MONS. CARLO FERRARI
Vescovo di Monopoli













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