Messa per Aldo Moro 1978

Celebrazione in S. Andrea

Per quanto si possa essere preparati a certi eventi, quando accadono, se sono eventi come quello accaduto oggi, prende lo stordimento. Neanche chi deve, in questo momento, rendere ai propri fratelli il servizio della parola di Dio, non può non portare questo senso di stordimento e di smarrimento.

Ma avete sentito quante parole di fiducia, quante parole di speranza, quante promesse, che non sono promesse di uomo ma promesse di Dio, per coloro che finiscono così come è finito l'onorevole Aldo Moro.

Noi ci troviamo qui, questa sera, per compiere questo atto di pregare, di celebrare la messa. E preghiamo anche perché Aldo Moro pregava e la sua preghiera certamente non è stata interrotta, non si interrompe.

E noi preghiamo - ripeto - anche perché lui pregava, perché lui credeva alla preghiera, cioè, all'incontro con Dio, allo stare davanti a Dio, a lasciarsi giudicare da Dio, all'abbandonarsi in Dio, al fidarsi di Dio, ad implorare Dio in tutte le situazioni della sua esistenza. Nessuno certamente ha registrato la preghiera di Aldo Moro nelle mani dei suoi carnefici, ma non c'è nessuna temerarietà pensare che sia stato il momento più prezioso della sua esistenza insieme al suo carnefice.

Noi partecipiamo alla Santa Messa, la celebriamo insieme perché la Santa Messa è stato l'ultimo atto libero dell'onorevole Aldo Moro. Incominciava tutte le giornate con la Santa Messa, perché la sua vita l'aveva impostata così, al servizio, al servizio dei propri fratelli e, al servizio dei propri fratelli non ci si può stare se non si riceve una gran forza da chi si è fatto servo di tutti e ha dato la vita per tutti: Gesù Cristo, per essere il salvatore di tutti. Capite: far coincidere la propria giornata col primo atto della giornata, la Messa?

Miei cari, non dobbiamo - lasciatemi dire nel mio stordimento - celebrare questa Messa per continuare la nostra comunione con Aldo Moro: una comunione vera, una comunione reale, una comunicazione degli spiriti, non di qualche cosa di evanescente ma di concreto con la sua persona fatta. Molti di voi sanno ma lasciate che il vescovo dica che per quindici ha avuto la fortuna di incontrarsi, abbastanza assiduamente con la sua figura con la sua persona tanto amabile, tanto mite che sprigionava la mitezza.

"Beati i miti", abbiamo letto nel Vangelo. Gesù Cristo aveva detto "Imparate da me che sono mite ed umile di cuore" Essere in comunione con Aldo Moro per diventare miti, potrà sembrare un richiamo paradossale. E' semplicemente un richiamo cristiano, ma vuole essere anche, tanto, un richiamo umano perché ciò che è cristiano è profondissimamente umano, recepito dalla nostra povera persona specialmente in momenti come questi.

Celebrare la Messa è cogliere il significato del sacrificio di Aldo Moro.Il suo è stato un sacrificio.

Molte sue cose possono essere ritenute non sue, ma la coscienza intima di essere chiamato a dare testimonianza in ciò che credeva, certamente è stata viva in lui. E l'uomo mite era l'uomo forte che non deflettette mai, durante i giorni abbastanza lunghi della sua esistenza, da quei principi in cui credeva. Credeva in questi principi, che sono i principi del vangelo, che sono i principi che la vita: se si dona si spende bene. Se si spende bene la si ritrova nei fratelli, in coloro per i quali si sceglie di compiere un atto di servizio.

La Messa è il grande servizio compiuto da GC per la salvezza dell'uomo. Morendo. Non chiedendo la morte degli altri, ma morendo per gli altri. Credo che, se noi partiamo da questo contenuto del significato della Messa, troviamo il significato della morte di Aldo Moro.

Doveva morire violentemente a causa della violenza per la sua immensa mitezza. Io non svolgo questo pensiero ma ne sono tanto convinto. "Beati i pacifici" abbiamo anche letto, e quale pacificatore è stato Aldo Moro!

Per questo la violenza si è scagliata contro di lui: perché nel mondo c'é troppa gente che non vuole la pace, che non vuole la.; Celebrando la messa noi troviamo una indicazione per noi. Ognuno al suo posto. Gesù Cristo si è messo al servizio per la salvezza dei suoi fratelli. Aldo Moro ha seguito GC.

La morte violenta di Aldo Moro deve essere un richiamo per tutti noi.

E lo stato, i cittadini, i fratelli, gli uomini, tutti si servono quando siamo disposti a pagare di persona, a dare le cose di noi stessi, altrimenti non siamo né uomini, né cristiani e non siamo neppure nella disposizione di ricordare un uomo della statura di Aldo Moro.

Accogliete fraternamente, amichevolmente questo povero servizio dell'ineffabile parola di Dio e, tutti custoditela nel vostro cuore.

MONS. CARLO FERRARI
Vescovo di Monopoli













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