XXV° di sacerdozio del vescovo
e
Ordinazione di don Salvatore Carbonara

Secondo un vivo desiderio di S. E. Monsignor Vescovo, anche la celebrazione del suo 25° di sacerdozio si è svolta in armonia con quelle caratteristiche di interiorità, dignità e purezza da cui Egli vuole improntato tutto il suo ministero e quello dei suoi sacerdoti, così come la fede e le manifestazioni religiose del nostro popolo.

Compatibilmente col doveroso atto di riconoscimento che la diocesi ha creduto di dover rendere, anche attraverso questo " numero unico ", alle qualità e ai meriti personali del suo Vescovo, la celebrazione vera e propria ha lasciato in ombra la sua Persona, preoccupandosi piuttosto di mettere in piena luce il Sacerdozio che La riveste e La impreziosisce. Più in particolare, essa ha voluto essere per tutti occasione di una più chiara e approfondita presa di coscienza della funzione e delle responsabilità gravissime che al sacerdote sono affidate nell'ora attuale, in mezzo alle nostre popolazioni.

Pertanto la celebrazione si è aperta nei giorni scorsi con gli Esercizi Spirituali tenuti dal Vescovo stesso a un folto gruppo di suoi sacerdoti, nella confortevole sede della Casa Montana " S. Paolo " di Martina Franca.

E' stato un semplice, diretto accostamento ai grandi temi della Sacra Scrittura, vista costantemente nella sua più vera luce di rivelazione dell'Amore di Dio all'uomo e di invito alla risposta personale dell'uomo nella fede. Tutto il corso si è svolto in un clima di esemplare serietà e impegno da parte dei partecipanti, che ne sono tornati spiritualmente arricchiti e corroborati, come essi hanno detto nell'esprimere al Vescovo, ripetutamente, la loro intima soddisfazione e gratitudine.

Un altro corso, con caratteristiche analoghe al precedente, seguirà tra pochi giorni per i rimanenti sacerdoti; successivamente, tutta una serie di Esercizi spirituali chiusi, avrà luogo per i dirigenti diocesani e parrocchiali dei vari rami dell'Azione Cattolica. A questo scopo, squisitamente spirituale e formativo, il Vescovo ha destinato le offerte raccolte in tutte le parrocchie della diocesi in occasione del suo giubileo: molti quindi potranno approfittare, senza preoccupazioni economiche, della possibilità loro offerta, come del resto è avvenuto per il corso dei sacerdoti, che il Vescovo ha finanziato personalmente.

La solennità dei SS. Pietro e Paolo, giorno anniversario della sua Ordinazione sacerdotale, fu preparata spiritualmente in tutte le parrocchie da un triduo di predicazione sul sacerdozio.

Esclusa ogni manifestazione esterna, la ricorrenza fu celebrata in forma semplice ma altamente significativa con la Messa pontificale dell'Ecc.mo festeggiato in Cattedrale e la consacrazione sacerdotale, da Lui voluta e tenuta nella medesima circostanza, di un giovane candidato di Monopoli, Don Salvatore Carbonara. L'eloquenza stessa del fatto e del rito, meglio di qualsiasi parola umana, ha espresso in tal modo la pienezza e la fecondità del Sacerdozio del Vescovo, così come la perenne giovinezza della Chiesa che per mezzo suo si rinnova.

Una grande folla, convenuta da tutta la diocesi e di cui facevano parte numerose autorità civili, politiche, militari, rappresentanze di tutti gli Istituti religiosi, Associazioni, Confraternite, Enti e Organizzazioni varie, oltre a moltissimi sacerdoti, ha preso parte al sacro rito, offrendo un mirabile spettacolo di attenzione, compostezza e spirituale partecipazione.

Al termine di esso S. Ecc. il Vescovo ha rivolto brevi commosse parole al Novello Sacerdote.

I tempi sono oggi maturi -questo, il senso del suo discorso - assai più che non fossero 25 anni or sono, perché tu possa comprendere e sentire profondamente che il Sacerdote non è per se stesso, è per Dio e per il popolo. Tu avrai modo di arrivare subito, fin dall'inizio del tuo ministero, a questa che io considero l'acquisizione più importante dei miei 25 anni di sacerdozio. Perciò ti auguro due cose: di essere umile e fedele. Umile per poter stare in mezzo al popolo, non sopra di esso, per conoscerne la mentalità e i problemi, per condividerne le preoccupazioni e i bisogni; fedele, per poter adempiere alla tua missione che è di " stare in mezzo ", di essere intermediario tra gli uomini e Dio.

Apri il tuo cuore alla riconoscenza verso la misericordia di Dio che ti ha scelto, preferendoti a tanti altri, senza tuo merito; verso tutti coloro che ti hanno accompagnato all'altare sostenendo i tuoi passi con preghiere e sacrifici. Prendi posto tra i sacerdoti della diocesi che ti accolgono tra loro con tanta cordiale simpatia e fiducia, per formare con loro un solo " presbiterio ", nel quale ci si ama e ci si aiuta l'un l'altro come fratelli.

Ci è sembrato che queste semplici parole, pronunciate in un'atmosfera di intensa commozione religiosa, esprimessero veramente la consapevolezza e il sentimento di moltissimi tra i presenti e s'incidessero nei loro cuori come un impegno di rinnovata corrispondenza alle quotidiane sollecitudini del Pastore.

Numero unico, 1960 in biblioteca privata