La parola del vescovo

Il Seminario e l'opera delle vocazioni

Una delle maggiori preoccupazioni per un Vescovo è costituita dal Seminario e dalle Vocazioni Ecclesiastiche. E non a torto, perché il buon andamento della Diocesi dipende dalla continuità del lavoro pastorale che è esplicato per mezzo dei Sacerdoti.

Mons. Carlo Ferrari ha costante tale preoccupazione e non risparmia cure, energie e sacrifici pur di assicurare una prosperità al Seminario con un buon e qualificato numero di seminaristi.

Non ostante la ubicazione e la struttura dell'attua]e stabile siano poco adatte per il funzionamento di un Seminario secondo le esigenze odierne, Mons. Ferrari ha cercato in tutti i modi di renderlo più presentabile e più funzionale. E, almeno in parte, vi è riuscito, anche se è stato necessario impiegare parecchi milioni. Con l'acquisto poi da parte dell'ODA di un terreno sulla spiaggia di Egnazia, si è potuto assicurare anche per i Seminaristi un luogo opportuno per il soggiorno estivo.

Ma ciò che assilla il Suo Cuore di Padre è specialmente il problema delle vocazioni, da Lui affidato all'Opera delle Vocazioni. Dietro suo impulso, l'O.V.E. ha ripreso una nuova vitalità: da cittadina è diventata parrocchiale, e si è avuto notevolissimo progresso sia dal lato organizzativo sia dal lato del reclutamento delle vocazioni che da quello economico. Oggi in Diocesi si può contare su circa tremila iscritti all'Opera delle Vocazioni e la Giornata delle Vocazioni ha dato quest'anno un contributo finanziario considerevole.

Ma ciò che più conta è che l'animo dei fedeli si sta sempre più sensibilizzando verso il problema del Seminario, delle vocazioni e del Sacerdozio: sempre meglio si comprende che il sacerdozio non è un affare privato che interessa cioè solo chi ha avuto il dono della vocazione, ma è un fatto che interessa profondamente tutti e perciò tutti devono cooperare alla risoluzione dei diversi fattori inerenti alla preparazione dei giovani candidati. In ordine a questo, è stata molto utile la iniziativa voluta da Mons. Vescovo di far precedere la celebrazione della Giornata delle Vocazioni da un triduo di predicazione, in ogni Parrocchia; numeri speciali di "INCONTRI" (altra iniziativa molto importante attuata dal Vescovo per far penetrare una parola cristiana in seno a tutte le famiglie della Diocesi) sono stati dedicati al problema delle Vocazioni e del Sacerdozio; tutte le Sacre Ordinazioni di questi otto anni sono state tenute in Diocesi perché la stessa eloquenza del rito aiutasse i fedeli delle nostre parrocchie a comprendere, ad amare, a venerare la grandezza incomparabile del sacerdozio.

In questa luce, si può comprendere bene il felice tentativo approvato dalla Sacra Congregazione dei Seminari, ma attuato ancora in pochissime Diocesi, di istituire a Monopoli il Pre-Seminario, che comprende le classi 4. e 5. elementare, e 1. e 2. media, affidato a Suore sperimentate, opportunamente preparate. I seminaristi poi hanno modo di continuare la loro preparazione presso il seminario di Conversano. I frutti si sono dimostrati eccellenti: l'anno 1959-60 ha visto salire a 42 gli alunni del Pre-Seminario, di cui 21 in prima media.

In questo modo si ha la possibilità di studiare meglio i singoli soggetti, avviare decisamente al Sacerdozio i migliori ed i più promettenti, educare cristianamente gli altri che non presentano i requisiti necessari.

La Sacra Congregazione dei Seminari che volle essere informata sull'esito del tentativo, faceva pervenire a Mons. Vescovo in data 14 gennaio u.s. una lettera di congratulazioni per gli sviluppi dell'Opera delle Vocazioni e del Pre-Seminario con l'augurio che " la collaborazione sempre più fervida e costante alle Sue direttive da parte del Clero, delle Famiglie e delle Associazioni Cattoliche. in ogni Parrocchia possa offrirle il conforto di numerose e sante vocazioni, che, con l'aiuto di Dio, perseverino fino all'Altare ".

E' ciò che noi di cuore auspichiamo all'amato Pastore, specialmente dopo che la stessa Sacra Congregazione ha emanato il Decreto di Aggregazione dell'Opera Diocesana delle Vocazioni a quella Pontificia.

Parola del vescovo

Che cosa sarà domani di tutti i nostri bambini, se a un certo punto della loro vita non incontreranno un Sacerdote?

Che cosa sarà di essi se le voci che risuoneranno al loro orecchio e che essi raccolgono dall'album a fumetti, dalla radio, dal cinema, dai compagni più ...evoluti, non faranno che ripetere parole di violenza e di Iussuria, di insubordinazione e di prepotenza ?

E allora, se qualcuno di essi, dei più intelligenti e vivaci, sincero e pio, manifesta il desiderio di entrare in Seminario ringraziamo il Signore e raccogliamoci intorno a lui, come ad una benedizione di Dio e sentiamoci tutti impegnati ad accompagnarlo fino all'altare, perché lui poi ci accompagni fino a Dio.

I genitori lo lascino andare e lo aiutino in misura delle loro possibilità, i poveri preghino per lui, i sofferenti facciano a lui il dono dei loro meriti, quelli che posseggono doni di fortuna ricordino che mangiano pane questi figlioli e loro abbisognano vestiti e tante altre cose.

Il regnante sommo Pontefice ebbe a definire " Opera delle Opere " quella che si cura delle vocazioni ecclesiastiche. Deve essere attiva in ogni parrocchia, a segnalare i fanciulli più promettenti, a raccogliere per essi aiuti materiali e spirituali.

+ CARLO FERRARI, VESCOVO

Su il settimanale diocesano "Incontri", Agosto 1954