Il Vescovo del catechismo

Tante saranno state le cose che hanno attirato l'attenzione e l'ammirazione di S. E. Mons. Ferrari quando, il giorno del Suo ingresso in diocesi, è arrivato a Monopoli. Nessuna però l' ha potuto così impressionare ed interessare come lo spettacolo dei bambini.

Quanti bambini ci sono da noi ! Sono tanti che, proprio non è possibile non accorgersene. Ed essi, i piccoli, che per primi si sono imposti all'attenzione del Vescovo, hanno avuto subito un posto privilegiato nella Sua mente e nel Suo cuore ed hanno sempre goduto la parte migliore e più grande delle Sue pastorali sollecitudini.

Il Vescovo ha immediatamente intuito il grande problema dei piccoli ed ha cercato nel Catechismo la soluzione.

I nostri bambini devono crescere buoni cristiani, cristiani coscienti e convinti: hanno bisogno di catechismo, di una istruzione catechistica, che sia capace di condurre a una vera vita di fede.

I nostri bambini sono buoni perché figli di un popolo buono. Ma proprio perché il nostro popolo è buono ha bisogno di trovare nella istruzione religiosa la garanzia e il motivo della sua bontà.

Sin dai primi discorsi programmatici, ai Sacerdoti, all'Azione Cattolica ed al popolo, il Vescovo prospettò l'istruzione religiosa come il primo impegno del Suo episcopato e l'additò a tutti come primo dovere.

In passato s'era fatto si del catechismo. Ma ci si era preoccupati soprattutto, se non quasi esclusivamente, di un catechismo in funzione dei sacramenti: quello in preparazione alla Prima Comunione e alla Cresima.

S. E. Mons. Ferrari ha voluto che in ogni Parrocchia fosse istituita la Congregazione della Dottrina Cristiana e che ci fosse la Scuola di Catechismo con i cinque corsi paralleli alle cinque classi elementari.

Nella Sua prima Visita Pastorale, Egli si è proposto specialmente il raggiungimento concreto di questi obbiettivi. Personalmente s'è portato in ogni parrocchia, ha affrontato e risolto le difficoltà e c'e tornato e ritornato fin quando ha visto le cose avviarsi secondo i suoi desideri.

Settimane catechistiche per il Clero hanno contribuito a donare compattezza d'intenti e di sforzi in questa crociata catechistica.

E per arrivare ai bambini, sensibili e particolari sollecitudini il Vescovo ha dedicato agli Insegnanti e a quanti in parrocchia si sono messi a disposizione dei parroci per far Catechismo. Di qualsiasi occasione ha sempre saputo e voluto approfittare per far giungere agli Insegnanti una parola di incoraggiamento. S'è avvicinato a loro per conoscerli e con interesse sempre vivo e vigile li ha seguiti e stimolati nel loro compito di insegnanti di Religione. Ai catechisti e alle catechiste ha sempre evidentemente accordato la Sua simpatia e la Sua gratitudine. Per loro s'è prodigato, anzi moltiplicato, in riunioni, giornate e serate. E ora si deve alle Sue preoccupazioni se in diocesi abbiamo ormai la Scuola diocesana di Abilitazione all'insegnamento del Catechismo.

La crociata continua nulla perdendo di vigoria e di freschezza in un impegno che anzi è visibilmente sempre più deciso ed incoraggiante. I frequenti e lusinghieri attestati degli stessi Centri Nazionali testimoniano anch'essi un lavoro catechistico che s'impone.

Oggi ormai sono tanti, sono i più, quei genitori che hanno capito l'ansia del Pastore e che ci mandano i loro figlioli al Catechismo. In tutte le diciannove parrocchie della diocesi si fa catechismo: a classi distinte, in locali separati, con testi moderni e completi, con quaderno attivo, pagella ed esami finali. Cominciano a fiorire anche i primi corsi medi per adolescenti e in preparazione alla Cresima nelle parrocchie più grandi si istituiscono corsi speciali per adulti, frequentati con assiduità e profitto.

Il Vescovo del Catechismo, tanto semplicemente ma altrettanto sicuramente, ha saputo condurre alla avanguardia la nostra Diocesi dotandola di un lievito che è premessa per un rinnovamento profondo e sostanziale di tutta la vita religiosa del nostro popolo.

Noi ringraziamo il Signore e nell'ammirazione sincera e filiale del Suo zelo catechistico non ci resta che formulare un proposito: l'impegno di tradurre sempre più e meglio, nella pratica quotidiana della vita e dell'apostolato le Sue direttive.

Sacerdoti e Suore, insegnanti e laici impegnati nell'apostolato, genitori e fedeli, tutti sappiamo ormai - una parola d'ordine capace di legarci al nostro Capo e Pastore: Catechismo.

Sac. Arnaldo Lacitignola, Direttore dell'Ufficio Catechistico

Numero unico 1960