settimana di pastorale 30 agosto-3 settembre 1982

Il momento della ripresa

giovedì 2 settembre ore 9 la parola del vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

E' estremamente confortante che, per ogni situazione negativa, il Gesù delle lettere alle sette chiese proponga sempre una via d'uscita positiva.

A Efeso: "Ricordati da dove sei caduto, ravvediti e compi le opere di prima".

A Smirne: "Sii fedele fino alla morte e io ti darò la corona della vita"

A Pergamo: "Ravvediti dunque... al vincitore darò la manna nascosta e una pietruzza bianca sulla quale sta scritto un nome nuovo, che nessuno conosce all'infuori di chi lo riceve".

A Tiatira: "Quello che possedete tenetelo saldo fino al mio ritorno" .

A Sardi: "Il vincitore sarà quindi vestito di bianche vesti, non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma lo riconoscerò davanti al Padre mio e davanti ai suoi Angeli".

A Filadelfia: "Il vincitore lo porrò come una colonna nel Tempio del mio Dio e non ne uscirà mai più".

A Laodicea: "Ti consiglio di comperare da me oro purificato dal fuoco per diventare ricco, vesti bianche per coprirti e nascondere la vergognosa tua nudità e collirio per ungerti gli occhi e ricuperare la vista. Io tutti quelli che amo li rimprovero e li castigo. Mostrati dunque zelante e ravvediti. Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui e ed egli con me. Il vincitore lo farò sedere presso di me, sul mio trono come io ho vinto e mi sono assiso presso il Padre mio sul suo trono".

Da questi testi emergono dei temi di riflessione per la vita della chiesa. Ne accenno qualcuno.

Il tema della conversione, anzitutto. "Ravvediti e compi le opere di prima".

Dobbiamo prendere coscienza della situazione in cui ci troviamo, metterci a confronto con la Parola di Dio, lasciarci giudicare da essa e poi ritornare sui nostri passi verso il nostro Salvatore. Dobbiamo sentire il bisogno di purificarci: l'oro, nel crogiolo si purifica. Il nostro spirito si purifica nel crogiolo della mortificazione, della penitenza, della rinuncia a tutto ciò che ci lega a quegli idoli, a quella eresia, a quella tiepidezza che ci ha colpito.

Il tema della perseveranza. "Sii fedele fino alla morte, al vincitore darò la corona".

La fedeltà ai nostri impegni di vita spirituale: I'ascolto della Parola di Dio, la celebrazione dei sacramenti, dell'Eucaristia e poi, in particolare, il sacramento della Riconciliazione, per noi e per i nostri fedeli. La perseveranza nella fedeltà al silenzio, al raccoglimento, alla vita interiore. E' così facile oggi essere portati fuori dal clima e dall'ambito della nostra unione con Dio e dell'impegno a seguire il Signore, Gesù crocifisso.

Il tema della promessa. Gesù ci chiama a convertirci, a essere fedeli e perseveranti perché ha un grande premio per ciascuno di noi. "Il vincitore sarà dunque vestito di bianche vesti, sarà posto nel tempio di Dio come colonna, siederà sul mio trono...".

E' facile, nelle condizioni in cui viviamo e in cui svolgiamo il nostro lavoro, lasciarci prendere dalla sfiducia, dallo scoraggiamento, dalla stanchezza, poiché facciamo sempre le stesse cose ottenendo sempre lo stesso esito, che normalmente non è constatabile. Soltanto un grande spirito di fede ci può spingere a continuare a lavorare nel campo del Signore.

Ecco, davanti a Dio, insieme a Gesù Cristo, animati dallo Spirito Santo, sull'esempio dei santi e accogliendo l'incitamento della chiesa, possiamo essere nelle condizioni di vita che ci ottengono il premio. Non so, miei cari, quante volte noi ci fermiamo per considerare il premio che ci attende, come conseguenza della nostra conversione e purificazione, attraverso le prove di tutta una vita, attraverso la nostra fedeltà, piena di umile confidenza poiché il Signore è fedele.

In tutto questo emerge una nota molto bella e delicata: "Al vincitore... darò una pietruzza bianca sulla quale sta scritto il nome nuovo che nessuno conosce all'infuori di chi lo riceve". Non c'è alcuna ripetizione nel numero sterminato delle persone che sono davanti a Dio: ognuno, che sia stato perseverante, riceverà la pietruzza bianca su cui è inciso il nome nuovo, a lui solo riconoscibile di figlio di Dio. Ognuno è unico davanti a Dio, come se nessun altro esistesse.

Il nostro rapporto con Cristo è estremamente personale irrepetibile. "Sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me". Testo di grande intimità che richiama Gv. 14, 25: "Se uno mi ama osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui". Gesù Cristo in me e io in Lui! Come siamo lontani alle volte dalle realtà più elementari e più essenziali della nostra fede.

Persino un certo pudore inspiegabile ci trattiene dall'evangelizzare la nostra gente su queste realtà. Gesù in me, sempre, non solo al momento della comunione eucaristica; e io in Lui: non ho bisogno di andarlo a cercare chissà dove, è in me, nell'atteggiamento di un amico che si trattiene con me, anzi "cena" con me. La cena è il momento delle intimità, delle confidenze, delle rivelazioni e Gesù lo tiene in serbo questo momento per ogni istante della nostra vita spirituale.

Lasciamoci, per quanto riguarda le meditazioni della settimana, con il ricordo di questa realtà di fede, così dolce e così confortevole. Abbiamo tutti bisogno di consolazione, non di una consolazione qualsiasi, ma della grande, insostituibile consolazione di Gesù fedele, di Gesù amico, di Gesù in noi.

ST 300 Settimana 82
Giovedì 2 Settembre- meditazione del vescovo
Stampa: Bollettino diocesano- 30 Agosto- 3 Settembre 1982 pag. 37-39
Gli atti su CD 1982 SETTIMANA nella biblioteca del vescovo.