settimana di pastorale 30 agosto-3 settembre 1982

La sollecitudine di Gesù
per la sua Chiesa

lunedì 30 agosto ore 9 la parola del Vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

Carissimi,

vi saluto nel Signore e prego il Signore con voi, per l'intercessione di Maria Santissima, che queste giornate siano proficue per la nostra chiesa.

Vi accorgerete che il tema scelto per la settimana di quest'anno è molto attuale, concreto, vivo e ci deve trasmettere una grande preoccupazione: "La dimensione morale della vita cristiana nella società del benessere". Scopriremo i peccati che si commettono oggi senza sapere o senza voler ammettere che sono peccati.

Per la nostra meditazione mattutina, avete sentito che ci riferiamo al testo dell'Apocalisse e precisamente alle lettere alle sette chiese. E' un suggerimento che mi è venuto dal nostro don Bonora. Propone un tema abbastanza arduo ma enormemente ricco di elementi che riguardano la vita della chiesa e anche la situazione nella quale noi ci troviamo: si tratta della presenza di Gesù nella sua chiesa e della sollecitudine di Gesù per la sua chiesa.

Il tema della sollecitudine dovrà emergere in queste giornate: la sollecitudine di Dio, la sollecitudine di Gesù Cristo. Dio non è soltanto l'autore della creazione: questa creazione gli sta a cuore. Non è soltanto l'autore dell'alleanza: questa alleanza gli sta a cuore e lo muove ad ira, a vendetta, a perdono, a tenerezza, a pazienza, secondo le situazioni.

Così Gesù Cristo non è soltanto il fondatore della chiesa: è sollecito della chiesa come della propria sposa, della propria creatura, e la segue, le sta vicino con tutta la potenza del suo Spirito per richiamarla, per ravvivarla, per aiutarla, tutti i giorni e in tutte le situazioni.

Il tema emergente delle lettere alle sette chiese è senza dubbio la sollecitudine di Gesù per la sua chiesa, tutta la chiesa, come il numero sette, che sta ad indicare pienezza e perfezione, richiama. Colpisce subito la ricchezza dei titoli cristologici espressi nel preludio dell'Apocalisse e al principio di ogni lettera.

Li richiamo brevemente:
+ Io sono l'Alfa e l'Omega, Colui che è, che era, che viene, l'Onnipotente;
+ io sono il Primo e l'Ultimo, il Vivente;
+ Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri d'oro;
+ Colui che ha la spada affilata a due tagli;
+ il Figlio di Dio, Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente;
+ l'Amen, il testimone fedele e verace, il Principio della creazione di Dio.

Titoli che sono tutti da riprendere per una comprensione più ricca dei diversi aspetti del rapporto di Gesù con noi e del nostro rapporto con Lui.

Gesù è "l'Alfa e l'Omega", il Gesù della chiesa non ha né principio né fine; Colui che era, che è, che viene: si rifà alla risposta di Dio a Mosè che gli chiedeva il suo nome; "il Vivente": ci ricorda che le realtà della fede non sono delle cose o dei concetti o dei principi, ma ci portano al centro e nel profondo di un vortice infinito di vita che sprigiona dal Figlio di Dio fatto uomo, il Vivente.

"Io sono il Primo e l'Ultimo": nella nuova creazione Gesù Cristo è la sorgente e sarà la corona perché dopo aver assoggettato a sè tutte le cose le offrirà al Padre e Dio sarà tutto in tutti.

"Colui che tiene le sette stelle nella sua destra e cammina in mezzo ai sette candelabri": le sette stelle sono gli angeli delle chiese; Gesù tiene tutto nella sua destra, dà sicurezza, dà garanzia, di vittoria, di superamento, di salvezza; i sette candelabri sono le sette chiese e Gesù vi cammina in mezzo, cammina con noi, l'abbiamo sempre al nostro fianco, sempre davanti a noi.

"Colui che ha la spada affilata a due tagli": la Parola che ha la potenza di penetrare, di aprire, di separare il male dal bene, che ha la potenza e la fecondità di Dio per far germogliare e crescere ogni grazia che ci viene data.

"Il Figlio di Dio": "tu sei il Cristo, il Figlio di Dio", è la nostra confessione cristiana; veramente Gesù è per noi Colui che è e che viene, veramente è il Messia, il Salvatore, il Dio con noi? Dobbiamo riflettere seriamente su questi temi con la grazia del Signore che è presente in questi istanti.

"Colui che ha gli occhi fiammeggianti come fuoco e i piedi simili a bronzo splendente": i piedi, il bronzo, la stabilità del nostro Signore, non c'è niente che lo possa rimuovere o dominare; gli occhi fiammeggianti sono gli occhi che vedono tutto, non c'è nulla nascosto al suo sguardo.

"L'Amen": il sì definitivo, Gesù Cristo, della nuova Alleanza pronunziato a nome di tutti i viventi, di tutta la chiesa, di tutto il mondo. Sì a tutto il disegno del Padre, a tutta la sua volontà, a tutto il suo piano, a tutte le sue chiamate.

"Il Testimone fedele e verace": solo Lui, Gesù, conosce ciò che è nel Padre, solo Lui conosce le realtà del Regno e sa dove il Regno è piantato e dove cresce. Ciò che vede lo dice con fedeltà, con veracità.

Come si può notare, questi diversi titoli hanno una prevalenza di significato escatologico: quanto più Gesù entra nella sua gloria e noi lo riconosciamo in essa, tanto più ci è vicino con una sollecitudine equivalente. La gloria che lo innalza potrebbe sembrare un fatto che lo allontana da noi mentre non fa che accrescere la sua attenzione e la sua vicinanza a noi.

Adoriamolo, nostro Signore Gesù Cristo, il Signore, e preghiamolo: "Tu solo hai parole di vita eterna, facci ascoltare e comprendere queste parole. Signore, io credo, ma tu accresci la mia fede".

ST 297 Settimana 82
Lunedì 30 Agosto - Meditazione del Vescovo
Stampa: Bollettino diocesano 30 Agosto- 3 Settembre 1982 ; pag. 9-11 Gli atti su CDR 1982 SETTIMANA - nella biblioteca del vescovo.