Il cristianesimo è il fatto inaudito
magari inconcepibile
dell'uomo in dialogo con Dio

Natale 1982 in sant'Andrea

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

Sia lodato Gesù Cristo

Carissimi, buon Natale! Questo augurio pronunciato in chiesa deve prendere senso secondo la dimensione cristiana di quello che in chiesa si sente e si fa insieme festosamente. L'ultima parola - si può dire- che abbiamo udito in questa celebrazione suona così: "E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi". Così Giovanni descrive l'evento del Natale del Figlio di Dio fatto uomo. Il Verbo é la Parola di Dio in persona, il Verbo é il Figlio di Dio, è l'immagine della sua sostanza, la pienezza della sua vita che si rivela noi.

Natale non é solo una tradizione. Natale, per chi viene in chiesa, é un evento di salvezza, é un evento nella storia della salvezza. Possiamo dire che, in certo senso, é il culmine della salvezza. La salvezza cristiana ha una sua caratteristica che si fonda sul fatto di Dio che ha parlato agli uomini.

Avete ascoltato: Dio che aveva già parlato nei tempi antichi, molte volte e in diversi modi per mezzo dei profeti, in questi giorni, in questo giorno ha parlato a noi per mezzo del Figlio suo. Ripeto. Il cristianesimo ha questo di caratteristico: di essere la registrazione, e meglio ancora, la contemplazione di Dio che parla nella Parola che é rivolta agli uomini.

Dio rivolge la sua parola agli uomini. Così Dio ha voluto manifestarsi, fin dai primordi dell'umanità, con Abramo padre nella fede, l'uomo che ha accolto la Parola del Signore, ha creduto alla Parola del Signore. La parola del Signore ha percorso tutta la storia di Israele perché ininterrottamente, si può dire, Dio ha mandato i suoi messaggeri, per guidare il suo popolo e condurlo verso la salvezza.

Nella pienezza dei tempi Dio non ha più parlato per mezzo dei patriarchi o dei profeti suoi inviati; ha parlato Lui in persona nella persona di Gesù Cristo, figlio di Dio fatto uomo. La Parola di Dio si fa carne. La Parola di Dio, questa realtà tanto trascendente e tanto potente che si é manifestata nella storia della salvezza, ha avuto il suo sigillo, la parola definitiva in Gesù Cristo. Di fatti il Padre all'inizio della missione pubblica di nostro Signore Gesù Cristo dice: "Questi é il mio figliolo diletto ascoltatelo".

Così che, miei cari, il cristianesimo è il fatto inaudito magari inconcepibile dell'uomo posto di fronte a Dio, in dialogo con Dio.

Dio parla! L'uomo ascolta.

Direte, ma Gesù Cristo si é ritirato dalla scena del mondo, allora chi parla? Parla la sua chiesa nella quale Egli é presente, nella quale Egli é operante. Miei cari, cancelliamo dalla nostra mente il preconcetto che la Chiesa va avanti, rimane, dura sempre, perché é una grande organizzazione. Se leggerete la storia della Chiesa vi accorgerete che umanamente parlando é una grande confusione, ma rileverete che nella chiesa c'é una Presenza. C'é la presenza di Gesù Cristo che per opera del suo Spirito continua a parlarci.

Gesù aveva detto: chi ascolta voi ascolta me. Paolo si compiace con una comunità primitiva quando dice: "Avete accolto la parola del Signore come veramente è: parola di Dio e non parola umana" e, noi non siamo venuti ad evangelizzarvi con delle persuasioni che nascono dalla mente umana ma per la potenza e la forza dello Spirito che é nella Chiesa.

Dunque la parola di Dio continua a rivolgersi agli uomini. Sarà per la persona del papa, sarà per le persone dei vescovo o dei presbiteri o dei diaconi, ma questi sono strumenti. Il vero attore della Parola che si pronuncia nella chiesa, é nostro Signore Gesù Cristo e noi dinnanzi a questa Parola dobbiamo fare come ha fatto Abramo il padre nostro nella fede, come hanno fatto i patriarchi, i profeti, gli apostoli e i credenti di tutti i tempi, in tutti gli spazi del mondo e della storia: dobbiamo dare credito a questa parola, fidarsi di questa parola.

Il bambino Gesù evoca Gesù maestro, la Parola mandata dal Padre, > l'ultima espressione della Parola del Padre e ci chiede di fidarci di questa Parola, di dare credito a questa Parola, di lasciarci guidare da questa Parola.

Noi siamo sempre nell'alternativa di scegliere tra due parole: la parola del mondo e la parola di Dio, la parola del mondo e la parola di Gesù Cristo, la parola del mondo e la parola della chiesa che é il prolungamento di quella di Gesù Cristo.

Qui, in chiesa, durante questa celebrazione del santo Natale, domandiamoci francamente: quale di queste due parole noi ascoltiamo nel nostro comportamento abituale, nei nostri giudizi, nelle nostre scelte, nella scala della gerarchia dei valori? Ascoltiamo il mondo o Gesù? E' un esame di coscienza molto profondo ed importante, estremamente importante perché se vogliamo essere assunti da Gesù Cristo dobbiamo avere ascoltato la sua parola. Se non abbiamo ascoltato la sua parola siamo di quelli che lo hanno rimandato, che non lo hanno accolto. Se invece ascoltiamo la sua parola abbiamo la possibilità di diventare figli di Dio. Mettiamoci allora in condizione di un vero ascolto della Parola di Dio.

Lasciate che scenda anche a qualche particolare. Pregate ma tenete presente che pregare non é dire delle cose a Dio, é prima di tutto e principalmente ascoltare le cose che il Signore vuole dire a noi nella nostra coscienza a proposito della nostra condotta privata e pubblica, dei nostri discorsi, dei nostri affetti. Noi abbiamo bisogno della parola di Gesù. Dio non ha bisogno delle nostre parole. Dio sa quello che c'é nel nostro cuore.

Si può parlare a Dio soprattutto con le parole che Lui ci ha dato, che sono contenute nel Libro Sacro, nella Sacra Scrittura, in particolare i salmi. Si può parlare a Dio con la chiesa che é assistita dallo Spirito Santo, il quale sa ciò cosa c'é nella profondità del mistero di Dio e nella profondità del cuore dell'uomo. Soprattutto dovete ascoltare, quando venite in chiesa, per partecipare alle celebrazioni liturgiche. Notate bene che ogni celebrazione liturgica, non solo quelle solenni, ha sempre come prima parte, al primo posto, la celebrazione della Parola perché Dio vuole parlare a noi.

Nella Messa é più importante ascoltare la Parola di Dio che partecipare alla Eucaristia. Guardate che, questa non é un'affermazione strana del vostro vescovo. Lo diceva già san Bernardino da Siena, un grande predicatore che é stato anche a Mantova: tra la parola di Dio e la eucaristia metti prima la parola di Dio perché se ascolterai la parola di Dio capirai anche che cosa é la eucaristia. Se non ascolti la parola di Dio l' eucaristia perde il suo senso, la sua funzione di nutrimento per le anime nostre.

Lasciate che per questo Natale 1982, vi proponga una scelta, un valore che molti di voi già attuano e tutti noi siamo chiamati ad attuare. Nutriamoci della parola di Dio. Procuriamoci un Vangelo. Almeno questo. Procuriamoci la Sacra Scrittura e impariamo a leggerla. Guardate che la Bibbia é il libro più letto in tutto il mondo e da tutti i tempi della storia dell'umanità. Noi, tanto evoluti, non possiamo accettare di essere ignoranti sotto questo aspetto. Prendete in mano la Parola del Signore e lasciate che entri nel vostro cuore.
- E' una parola illuminante.
- E' una parola risolutiva dei problemi anche i più sconcertanti della vita.
- E' una parola confortante.
- E' la parola di un padre, di un fratello, di un amico.

Ecco in questo senso il vostro vescovo vi augura un buon Natale.
OM 704 Natale 82