Settimana di pastorale "Con quale chiesa?"
31 agosto 4 settembre 1981

LaboriositÓ apostolica

giovedý 3 settembre ore 9 - la parola del Vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

"Sfruttate tutte le occasioni per comportarvi saggiamente con quelli che non sono cristiani. Parlate sempre con gentilezza e intelligenza per sapere rispondere a tutti nel modo migliore" (Col. 4, 5)

Nel contesto di una settimana pastorale, mi pare importante l'esortazione alla laboriositÓ, all'impegno attivo e generoso. PerchÚ pu˛ capitare anche che si perda del tempo prezioso. S. Paolo ci dice quale fosse il suo impegno nell'apostolato: "Per conto mio mi prodigher˛ volentieri, anzi consumer˛ me stesso per le vostre anime" (2 Cor. 12, 15). Egli esorta: "Approfittate di ogni occasione". Dice di Epafra: "Si impegna a fondo per voi".

Ges˙ dando delle norme pastorali ai discepoli che mandava intorno, li invita a "non salutare nessuno lungo la strada" (Lc. 10,4) - ''il listone''! - a tirare avanti, andar dritti, non perdere tempo. Pensiamo alla parabola dell'abile amministratore, dove Ges˙ conclude: "I figli di questo mondo verso i loro pari sono pi¨ scaltri dei figli della Luce" (Lc. 16, 1-8). AbilitÓ e scaltrezza della parabola possono significare impegno, competenza, laboriositÓ per la nostra azione pastorale. Essere attivi Ŕ la caratteristica del Creatore e delle creature. "Il Padre opera sempre e anch'io opero" dice Ges˙. Il Padre Ŕ sempre all'opera nella creazione, nella storia - lo sappiamo per fede -. Ges˙ Cristo non ha tralasciato un istante di attendere a quelle cose che riguardavano il Padre. Tutti gli uomini e le donne, in tutto il mondo, chi pi˙ chi meno, sono impegnati a lavorare. Da noi si tende a ridurre le ore di lavoro: sappiamo che questo Ŕ indice di un fenomeno e di una situazione piuttosto abnorme. Sappiamo anche che oggi il lavoro Ŕ considerato un peso fastidioso per poter campare.

Non Ŕ pi¨ il lavoro gratificante dove ognuno si trovava realizzato, impiegando le sue ore e sue energie. E' il lavoro a catena, in tanti casi, che disamora al lavoro. Ma il nostro, per grazia di Dio, non Ŕ un lavoro a catena; Ŕ un lavoro in collaborazione con Nostro Signore Ges˙ Cristo, animato dall'azione del suo stesso Spirito.

Pensiamo alla situazione, al livello in cui ci pone il nostro Battesimo, la nostra Cresima, la nostra fede. Lavoriamo nella vigna del Signore. Si pu˛ essere chiamati e mandati a qualunque ora del giorno. Pero, quando si Ŕ mandati nella vigna del Signore, bisogna guadagnarselo il salario e il nostro salario non Ŕ di quelli che si giocano in borsa: il nostro salario Ŕ la vita eterna in comunione con le Divine Persone della TrinitÓ. Il nostro lavoro riguarda la salvezza del mondo, degli uomini, la salvezza di quelle persone che ci sono state affidate.

In un modo del tutto particolare ci riguarda, questo lavoro.
- Ne siamo coscienti? - Sicuri? - Siamo tranquilli? - Facciamo quello che dipende da noi? - Prima di tutto nella preparazione dell'attivitÓ e del nostro ministero, nella preghiera e nell'azione o nel ministero della Parola?
Riassumo tutto in un'affermazione: Ŕ cessata - si pu˛ dire- la pratica della penitenza corporale; pi¨ o meno siamo tutti sovraccarichi di responsabilitÓ e di lavoro. Dobbiamo stare bene anche di salute. Per˛ c'Ŕ qualche cosa che equivale ad una vera e autentica penitenza: Ŕ la disciplina del lavoro. Non vivere alla giornata!

Non vivere alla giornata, cosý come capita e cosÝ come essa Ŕ scandita dalle richieste o non-richieste di un servizio religioso. Discipliniamo la nostra giornata con un orario. Molte volte questo orario sarÓ scombussolato, per˛, se abbiamo un orario per la nostra attivitÓ e se a questo ci manteniamo fedeli, noi evitiamo di essere nell'occasione di perdere del tempo, perchÚ tutta la nostra giornata, scandita razionalmente, potrÓ essere disturbata ma non sciupata.

Un orario per la preghiera tanto pi˙ se siamo in comunitÓ, se siamo insieme ad altri; fedeli a questo orario, a questo impegno. Tutte le altre cose potranno essere dilazionate e direi anche trascurate. La preghiera no. Ma, per poter mettere al sicuro questo orario di preghiera, dobbiamo riservare un tempo, il pi¨ propizio, quello in cui sappiamo che non saremo disturbati, per dedicarci in modo impegnato alla preghiera.

Un orario per l'attivitÓ dello studio. Ci sarÓ la lettura, anche la lettura dei giornali; diamo uno sguardo ai titoli, poi, per lo pi˙, basta, andiamo avanti. Non insisto sull'impegno dello studio perchÚ l'ho giÓ fatto.

Un tempo per la nostra distensione: ma non sia, possibilmente, davanti al televisore; una passeggiata, qualche altra cosa che ci sia congeniale. E' una pausa, per˛ anche questa pu˛ essere una disciplina, pu˛ fare parte di quel cilicio che ci portiamo addosso, per essere fedeli al nostro compito, ai nostri compiti.

Ho giÓ richiamato la parabola dell'abile amministratore e la conclusione di Ges˙: "I figli di questo mondo verso i loro pari sono pi˙ scaltri dei figli della luce". Sono abili, sono scaltri. Trasferito in senso pastorale, in senso cristiano, questa abilitÓ e questa scaltrezza indicano competenza. Quanto c'Ŕ da lavorare per diventare dei veri competenti come operatori pastorali (giÓ come cristiani, poi come operatori pastorali).

Poi, l'impegno. L'impegno vuole dire sacrificio di noi stessi. Cosa offriamo sull'altare della nostra Messa, celebrata o partecipata? Offriamo questo sforzo della nostra volontÓ ad essere fedeli al compito che il Signore ci ha affidato.

Non dico altro. Ognuno di noi esamini la sua giornata. Veda come scandisce il suo tempo. Veda quali vuoti ci siano. I vuoti sono le chiacchiere, possono essere le riviste, che non siano di studio, possono essere i momenti, o le ore, che passiamo davanti al televisore e andate dicendo.

Accogliete questa mia raccomandazione, al termine di questa settimana. E anche oggi impegniamoci con tutta la nostra attenzione e con tutta l'apertura della nostra mente e del nostro cuore a ci˛ che ci verrÓ detto per essere veramente operatori della vigna del Signore.
ST 293 Settimana 81
Giovedý 3 Settembre 1981

Stampa Rivista Diocesana 1981 " Con quale chiesa?" pagg. 89-91

Gli Atti su CD 1981 SETTIMANA nella biblioteca del Vescovo