Settimana di pastorale "Con quale chiesa?"
31 agosto 4 settembre 1981

Testimoni e responsabili
della Parola di Dio

mercoledý 2 settembre ore 9 - la parola del Vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

"Intanto in Gerusalemme cresceva il numero dei discepoli e accadde che i credenti di lingua greca si lamentarono di quelli che parlavano ebraico: succedeva che le loro vedove venivano trascurate nella distribuzione quotidiana dei viveri. I dodici apostoli allora riunirono il gruppo dei discepoli e dissero: "Non Ŕ giusto che noi trascuriamo la predicazione della Parola di Dio per occuparci della distribuzione dei viveri. Ecco dunque, fratelli, la nostra proposta: scegliete tra voi sette uomini, stimati da tutti, pieni di Spirito Santo e di saggezza, e noi affideremo a loro questo incarico. Noi apostoli, invece impegneremo tutto il nostro tempo a pregare e ad annunziare la parola di Dio".

Questa proposta degli apostoli piacque all' assemblea. Allora scelsero Stefano, uomo ricco di fede e di Spirito Santo, e poi Filippo, Prˇcoro, NicÓnore, Tim˛ne, ParmenÓs e Nicola, uno straniero che proveniva da Antiochia. Presentarono poi questi sette uomini agli apostoli i quali pregarono e stesero le mani sopra di loro. Intanto la parola di Dio si diffondeva sempre di pi˙. A Gerusalemme il numero dei discepoli cresceva notevolmente e anche molti sacerdoti prestavano ascolto alla predicazione degli apostoli e credevano " (At. G, 1-7).


La ricerca delle "mediazioni" e delle mŔte operative non deve avvenire senza un costante e prioritario riferimento al servizio della Parola di Dio.
Il servizio della Parola di Dio implica ci˛ che gli Apostoli hanno scelto per loro come compito specifico: dedicarsi alla preghiera e al ministero della Parola.
Dedicarsi alla preghiera, per essere carichi di Dio, della sua grazia, della conoscenza "dell'altezza, della profonditÓ, della larghezza del mistero nascosto nei secoli e rivelato ai tempi nostri".
Altrimenti, con il ministero della Parola che cosa andiamo a dire, a proclamare, se noi non abbiamo scoperto, soprattutto se non abbiamo vissuto l'intimitÓ di quel rapporto che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo vogliono stabilire con tutti i credenti, con tutti i battezzati, con tutti coloro che sono chiamati lungo un itinerario di fede a raggiungere quella mŔta che conviene a ciascuno di noi e che per ciascuno di noi ha stabilito Nostro Signore Ges˙ Cristo?

Scusate un'osservazione. Al mattino noi incominciamo a pregare con le Lodi, si pu˛ dire, in mezzo al frastuono. Teniamo conto che ci accingiamo a compiere l'azione pi˙ grande, pi˙ valida, pi˙ fruttuosa di tutta la nostra giornata? L'azione pastorale va preparata nel silenzio e nella meditazione. Non c'Ŕ mediazione pastorale possibile se non quella che deriva dalla Parola di Dio meditata e vissuta. Ne derivano dei grandi impegni pratici.

1. La meditazione personale sulla Parola di Dio.
Il ministero della Parola di Dio tra noi non Ŕ scarso, non Ŕ neppure trascurato, ma forse non lo intendiamo nelle sue pi˙ vere esigenze: comunicare agli altri ci˛ che si Ŕ vissuto, cioŔ quella dimensione esperienziale della catechesi che vi richiamavo gli anni passati, e che a stento fa i primi passi, ma che deve essere decisamente voluta, perchÚ il nostro ministero sia autentico.
Meditazione personale della Parola di Dio per essere animati dalla Parola di Dio, indirizzati, caricati spiritualmente e affettivamente dalla Parola di Dio, immersi nella Parola di Dio.

In uno dei corsi di quest'anno Ŕ stato detto che nessuno - si parlava dei giovani - arriva alla fede autentica, viva, se non dopo un incontro con una testimonianza viva del mistero di Cristo. Cercate di capirmi. Parecchi di voi portano i loro giovani a TaizÚ, da Carlo Carretto, a Bose, e non so dove altro. Ed Ŕ nella natura delle cose che se voi volete far compiere ai giovani, e non soltanto ai giovani, un cammino di fede, essi prendano contatto con delle esperienze forti. Io mi permetto di dire, e sono intimamente convinto, che ciascheduno di noi deve portare in se stesso, nella sua persona, un'esperienza di fede, alla quale possano fare riferimento i giovani e i non giovani.

Noi scarichiamo questo compito che Ŕ essenziale, fondamentale su altre sponde, su altri luoghi, su altre persone e non avvertiamo sufficientemente che noi, che ci dedichiamo all'azione pastorale, all'azione catechetica, dobbiamo essere queste persone che portano in sÚ NSGC, in modo esperienziale, che fanno esperienza quotidiana della presenza di Dio, per mezzo di nostro Signore Ges˙ Cristo, nello Spirito Santo.

Noi dobbiamo essere TaizÚ, noi dobbiamo essere Carlo Carretto; quelle saranno delle esperienze singolari, tipiche che ci fanno toccare con mano questa esigenza di essere degli autentici testimoni della Parola del Signore.

2. Impegnarsi nello studio della Parola di Dio.

E' dal primo incontro con voi, specialmente con voi sacerdoti, che vi ho detto: lo studio deve essere una delle nostre occupazioni principali. E' pi˙ importante lo studio che il catechismo, Ŕ pi˙ importante lo studio che i campeggi, Ŕ pi˙ importante lo studio che qualsiasi altra attivitÓ che venga dopo la preghiera. Quanti di voi, mi confidano candidamente, e in questo siete mirabilmente onesti, che non trovano il tempo per studiare, e qualcuno non trova il tempo per pregare.

Notate: questo vale per tutti, non solo per i sacerdoti, ma per i catechisti, per tutti quelli che in qualche modo vogliono agire nella chiesa e farsi carico della sua missione.Questo tempo del post-concilio poi ha delle ragioni particolari che ci spingono a sentire il dovere dello studio.

Non si pu˛ capire il Concilio senza una conoscenza della Bibbia. Si fanno incontri, corsi; molto bene; frequentateli, ma soprattutto impegnatevi personalmente per la conoscenza della Bibbia. Si fanno continuamente riferimenti al Concilio - dicevo ieri - ma lo conosciamo il Concilio? Abbiamo letto il Concilio? Non Ŕ facile! Non Ŕ difficile il Concilio, per˛ richiede, specie nei pi˙ maturi, il passaggio da una mentalitÓ intellettualistica e astratta ad una dimensione biblico-discorsiva e teologico-narrativa.

Non sono i sillogismi il fondamento della nostra cultura; Ŕ un evento, una serie di eventi che hanno come protagonisti il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo e l'uomo. PerchÚ si insiste tanto sull'uomo? Non per dimenticare Dio, ma perchÚ Dio s'Ŕ fatto tutto per l'uomo, perchÚ Dio si Ŕ fatto uomo.

Insieme al Concilio i catechismi. C'Ŕ ancora la tendenza a ritornare al catechismo di S. Pio X. Io ho visto, in un monastero in provincia di Lecce, un grande manifesto di una grande diocesi dell'Italia settentrionale, con tanto di imprimatur di un Vescovo ausiliare, dove sono riportate su tabelle tutte le domande e risposte del catechismo di San Pio X. Mi ha fatto impressione non solo questo fatto, ma il leggere quelle domande e quelle risposte e confrontarle con la dimensione storica, narrativa, biblica dei nostri catechismi. Sono una miniera. Non sono un capolavoro, sono una miniera, un aiuto, perchÚ noi possiamo orientarci nel senso in cui cammina la Chiesa e nel senso in cui cammina lo Spirito Santo. Ricordate la definizione di pastorale, che abbiamo dato ieri: Ŕ un servizio allo Spirito Santo che diffonde i suoi doni nella Chiesa.

NecessitÓ dello studio. E allora siano benedette le scuole di teologia. Qui a Mantova ce n'Ŕ una molto frequentata. Una confidenza: quando sono venuti i Frati di S. Francesco per ottenere l'autorizzazione ad aprire questo studio, io ero molto scettico, e tra me un po' maliziosamente dicevo: ma sý, provino pure, poi vedranno. Hanno provato, e c'Ŕ stata una risposta insospettata; c'Ŕ un impegno meraviglioso. Gente, giovani vengono la sera da paesi lontani, d'autunno e d'inverno con tutti i disagi della stagione per partecipare a queste lezioni, serie, di teologia. Vuole dire che in mezzo a noi la fame, la sete di conoscenza sono molto vive ed ampie. Siamo noi che dobbiamo andare incontro a queste esigenze.

Un altro fatto importante da tenere presente: il nostro seminario Ŕ aperto a tutti, con i suoi corsi di teologia. SarÓ questione di orari. Ma guardate che, se ci fossero le richieste, i professori del seminario sarebbero disposti a tenere le loro lezioni al pomeriggio.

Teniamo presente un'altra cosa. La nostra diocesi ha la grazia di un bel numero di sacerdoti che si dedicano allo studio con molta competenza e ci sono richiesti da diocesi come Verona e Milano. Noi non ne approfittiamo come dovremmo; scopriamo questo tesoro nascosto.

E veniamo alla conclusione. Tutto questo ci deve preparare al compito della evangelizzazione e della catechesi.

Teniamo presente la nostra situazione che Ŕ grave ed esige delle risposte urgenti.
Le nostre popolazioni sono di un livello culturale elementare, di livello culturale religioso che qualche volta rasenta lo zero o segna anche meno di zero, per tanta religiositÓ magica, superstiziosa, superficiale.
C'Ŕ tanta ignoranza religiosa. Non dobbiamo rifarci solamente, semplicemente al referendum sull'aborto, per constatare questa ignoranza religiosa; l'abbiamo dinanzi agli occhi tutti i giorni.
E' urgente andare incontro ai nostri fratelli per dare la Parola di Dio, per dare la nostra testimonianza ma anche per fare, con competenza la nostra evangelizzazione.
Che il Signore ci illumini, ci sostenga e che la Madonna sia sempre con noi.

ST 292 settimana 81
Mercoledý 2 Settembre 1981
Stampa: Rivista Diocesana 1981 " Con quale chiesa?" pagg. 50-54
Gli Atti della settimana su CD 1981 SETTIMANA nella biblioteca del Vescovo