Settimana di pastorale "Con quale chiesa?"
31 agosto 4 settembre 1981

PovertÓ di spirito, povertÓ di strumenti

lunedý 31 agosto ore 9 - la parola del Vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

"Perci˛ vi dico: non preoccupatevi troppo del mangiare e del bere che vi servono per vivere, o dei vestiti che vi servono per coprirvi. Non Ŕ forse vero che la vita Ŕ un dono ben pi˙ grande del cibo e che il corpo Ŕ un dono ben pi˙ grande del vestito? Guardate gli uccelli che vivono in libertÓ: essi non seminano, non mietono e non mettono il raccolto nei granai.... eppure il Padre vostro che Ŕ in cielo li nutre! Ebbene, voi, non siete forse molto pi˙ importanti di loro?
E chi di voi, a forza di preoccupazioni, pu˛ fare in modo di vivere anche solo un giorno pi˙ di quel che Dio ha stabilito?
Anche per i vestiti, perchÚ vi preoccupate tanto? Guardate come crescono i fiori dei campi: non lavorano, non si fanno vestiti... eppure vi assicuro che nemmeno Salomone, con tutta la sua ricchezza, ha mai avuto un vestito cosý bello! Ma se Dio veste cosý l'erba , che oggi Ŕ fresca nel campo e domani Ŕ buttata nel fuoco, a maggior ragione non darÓ un vestito a voi? Gente di poca fede!
Dunque, non state a preoccuparvi troppo, dicendo: "che cosa mangeremo?"o"che cosa berremo?" o "come ci vestiremo?", PerchÚ sono i pagani, che non conoscono Dio, che cercano continuamente tutte queste cose. Il Padre vostro che Ŕ in cielo sa che avete bisogno di tutte queste cose. Voi invece, cercate il regno di Dio e fate la sua volontÓ: tutto il resto vi sarÓ dato in pi˙.
Perci˛, non preoccupatevi troppo per il domani: ci pensa Lui, il domani, a portare altre pene. Per ogni giorno, basta la sua pena" (Mt. 6, 25-24).


La ragione della scelta di questo brano evangelico in apertura della nostra Settimana Ŕ la seguente: + la Chiesa che cerca le mediazioni culturali e pastorali,
+ non Ŕ una Chiesa "preoccupata" di se stessa, ma una comunitÓ che cerca la giustizia di Dio e il suo Regno.
+ E' una Chiesa che cerca di far regnare la giustizia di Dio, non una Chiesa "preoccupata" di che vestirsi, di come corazzarsi per una vittoria.

Cercare il regno di Dio e la sua giustizia Ú l'impegno di sempre, ma deve essere chiaramente l'impegno della Settimana. Se quello che scopriremo e su cui rifletteremo non ci portasse alla ricerca del Regno di Dio e della sua Giustizia, noi saremmo fuori strada. Il Regno di Dio Ŕ vicino, Ŕ in mezzo a noi.

E' Dio che opera la salvezza, la nostra salvezza. E' Dio, nascosto nel mistero e nei segni della sua presenza, che porta avanti il piano del suo amore, della sua pace e della sua grazia. E la giustizia di Dio non Ŕ atto legale, giudiziale. La giustizia di Dio Ŕ Dio che giustifica, Ŕ Dio che ci rende giusti. Riflettiamo: a che cosa si ridurrebbero i nostri sforzi, i nostri piani, le nostre trovate, anche le pi˙ intelligenti, le pi˙ aggiornate, se non ci fosse questo Dio, nostro Padre, che ci rende giusti, che immette in noi la sua giustizia, la grazia della sua salvezza?

Ma di fronte a Dio che giustifica bisogna prendere un atteggiamento. Il brano che Ŕ stato letto Ŕ una spiegazione delle beatitudini, in particolare della beatitudine "Beati i poveri in spirito", che pu˛ essere tradotto, stando al suo significato: "Beati quelli che scelgono di essere poveri, perchÚ essi hanno Dio come Re" (Mt. 5,3) oppure "Beati quelli che sanno, che hanno coscienza di essere poveri".

Di fronte a un Dio che ti giustifica, noi dobbiamo diventare sempre pi˙ coscienti, giorno dopo giorno, direi, caduta dopo caduta, sbaglio dopo sbaglio, di essere poveri, di non avere niente da noi, di dipendere in tutto dall'azione salvifica di Dio, dall'amore del Padre, dal sacrificio del Figlio Ges˙ Cristo, dall'azione dello Spirito Santo che Ŕ in noi, certamente in noi, in un modo sacramentale attraverso il nostro Battesimo, la nostra Cresima, la nostra ordinazione sacerdotale. Ecco il senso della povertÓ, la povertÓ interiore, personale, ma anche la povertÓ degli strumenti. Chi pretendesse di operare con mezzi umani, tratti dalla scienza e dalla tecnica, per il Regno di Dio, sarebbe fuori strada . PovertÓ di mezzi. Penso mi capirete: "Non nei carri e nei cavalli, ma la nostra fede Ŕ nel Dio della salvezza".

Quello che Ges˙ chiede Ŕ una condotta libera, uno spirito libero, un atteggiamento libero, cioŔ una viva e amicale relazione con Dio, con Dio che ci viene incontro. Io penso - pensiamolo tutti insieme - che in questi giorni Dio ci viene incontro, Dio che Ŕ nostro Padre, che Ŕ nostro fratello - e a quale prezzo! - che Ŕ nostro amico.

ll nostro rapporto con lui deve diventare sempre pi˙ vivo e chiaro, sempre pi˙ animato da fiducia e da abbandono. Il senso amicale del nostro rapporto con Dio: Ges˙ Cristo, iniziando e portando a compimento il Regno del Padre, vuole che tra di noi ci sia un amore sincero. Questa Ŕ l'opera della sua giustizia; questi sono anche i frutti della sua giustizia: siamo rimandati al comandamento principale, all'atteggiamento religioso radicale; non altre cose, ma l'amore di Dio e del prossimo, che risponde all'amore del Padre come si manifesta in tutta la storia della salvezza.

Se noi ci porremo con umiltÓ e fiducia alla ricerca della "giustizia" di Dio, cioŔ, della sua volontÓ, allo studio del suo piano, questa ricerca ci libererÓ dall'angoscia e dalle "preoccupazioni" e ci stabilirÓ nella "pace" promessa da Cristo. Cristo ha portato nel mondo la pace e la pace deve essere nei nostri animi, nei nostri cuori. Ci deve essere pace anche quando ci impegniamo in un'attivitÓ pastorale di Chiesa. PerchÚ al di fuori dell'ambito della pace, della pacificazione e del profondo senso dell'amore di Dio per noi, non operiamo una ricerca vera, autentica del disegno di Dio.


ST 290 Settimana 81
Mantova 31 agosto - 4 settembre 1981
Stampa Rivista Diocesana 1981 "Con quale chiesa?" pagg. 7-9
Gli Atti in CD 1981 SETTIMANA nella biblioteca del Vescovo