settimana di aggiornamento pastorale 25-29 agosto 1980

La pace che é dono dello Spirito

venerd' 29 agosto ore 9 la parola del vescovo

Mons. Carlo Ferrari
America 1986

Gesú disse: "Se uno mi ama, metterà in pratica la mia parola, e il Padre mio lo amerà. Io verrò da lui con il Padre mio e abiteremo con lui. Chi non mi ama, non mette in pratica quello che dico. E la parola che voi udite, non viene da me, ma dal Padre che mi ha mandato. Vi ho detto queste cose mentre sono con voi. Ma il Padre vi manderà nel mio nome un avvocato: lo Spirito Santo. Egli vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto quello che ho detto. Vi lascio la pace, vi dò la mia pace. La pace che io vi dò, non e come quella del mondo: non vi preoccupate, non abbiate paura. Avete sentito quello che vi ho detto prima: Me ne vado, ma poi tornerò da voi. Se mi amate, dovreste rallegrarvi che io vada dal Padre perché il Padre è piú grande di me. Tutto questo ve l'ho detto prima, perché quando accadrà abbiate fede in me " (Gv. 14, 23-29).

Carissimi, siamo alla sorgente e al culmine dei lavori della nostra settimana. La sorgente, sapete chi è non è una cosa sono delle Persone; il culmine sono ancora queste Persone nell'unità di un solo Dio, Padre, Figlio e Spirito Santo. Verso questa meta, verso questo traguardo supremo noi dobbiamo camminare nel vincolo della carità che deve crescere tutti i giorni. E perché questa carità cresca, è indispensabile che noi comunichiamo alla sorgente, attraverso la Parola da udire, da custodire, da accogliere, da ammettere nel vivo della nostra persona. E allora avverrà il più grande dei fatti misteriosi della nostra fede: "se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a Lui e prenderemo dimora presso di Lui". Il nostro Dio non è soltanto il Dio con noi, è in noi.

Quante volte sentiamo il bisogno di entrare in noi stessi per incontrarvi gli Ospiti amabilissimi, ricchissimi, potentissimi che stanno nell'intimo del nostro essere, nel nostro cuore? Quanto tempo spendiamo in loro compagnia? Quanta attenzione prestiamo alla loro presenza? Quanto impegno prendiamo per quello che vogliono fare dentro di noi, poiché in noi non sono come in una tenda o in un tabernacolo ozioso, sono operanti, portano avanti un disegno insondabile di estrema ricchezza, per salvare ciascheduno di noi e con noi i nostri fratelli?

In particolare stamattina dal vangelo di Giovanni siamo invitati a tener conto di una presenza e di una azione che è quella del Consolatore, del nostro avvocato, di Colui che ci guarda alle spalle, ci dà sicurezza, lo Spirito Santo che il Padre manda nel nome di Nostro Signore Gesù Cristo. E che cosa fa? Ci introduce in tutta la verità, ci ripete tutte le cose che ha udite da Nostro Signore Gesù Cristo e ce ne dice anche altre, perché la conoscenza del mistero in noi sia piena. Oh! vedete che non siamo soli in nessun modo. Vedete che non dobbiamo agire da soli in alcun modo nel nostro ministero e nella nostra vita personale, perché c'è in noi il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, e lo Spirito compie in noi e per mezzo nostro il disegno del Padre, porta a compimento l'opera svolta da Nostro Signore Gesù Cristo.

O ci crediamo a queste cose, o sono nostre queste realtà o altrimenti né la nostra vita né il nostro ministero hanno senso. Ma noi desideriamo potentemente che la nostra vita abbia senso, per noi e per il mondo, per noi e per i nostri fratelli, per noi e per quelli di cui siamo responsabili. E allora arrendiamoci alla evidenza di questa realtà, di questi fatti che non si toccano con le mani, ma che culminano in una vera esperienza, per una presenza indicibile e realissima, per una azione misteriosa e concreta in noi e per gli altri.

Soltanto che dobbiamo essere attenti, raccolti. Il raccoglimento, miei cari fratelli nel sacerdozio, miei cari fratelli e sorelle nel battesimo, è condizione indispensabile per custodire in noi le realtà della salvezza, le realtà della presenza e dell'azione di Dio in noi e, attraverso di noi, per i nostri fratelli. A queste condizioni ci è garantito il grande dono: "Vi lascio la pace, vi do la mia pace" che ripetiamo tutti i giorni, preparandoci dalla comunione, nella celebrazione dell'eucarestia. "Vi lascio la pace, vi do la mia pace, non come il mondo la dà io la dò a voi"

Può capitare che anche noi cerchiamo una pace nel mondo, una pace con il mondo, una pace che viene dal mondo. Non c'è pace fra noi e il mondo. La pace che è tranquillità dell'ordine, la pace che è assenza di pericoli mortali, di guerre distruttrici anche nel senso (e come, quanto!) spirituale, ci è garantita da Dio. Pensate la preoccupazione di nostro Signore Gesù Cristo che prima di allontanarsi da noi, prima di congedarsi da noi, oltre a garantirci il suo Spirito, ci garantisce la sua pace. E quando appare agli undici, dopo la risurrezione, li saluta sempre con questo saluto :" La pace sia con voi". Dunque è un elemento prezioso quello della pace, che noi dobbiamo cercare, ma in Gesù Cristo, ma come dono dello Spirito Santo, ma come frutto dello Spirito Santo in noi.

Viviamo dentro il nostro cuore, controlliamolo, discipliniamolo, custodiamolo perché la presenza divina non sia ostacolata nel portarci i doni di salvezza che ha predisposto per noi in modo sovrabbondante, certamente più sovrabbondante di qualunque miseria, o debolezza, o limite che ci costringe all'interno o all'esterno, per vivere il nostro cristianesimo e per portarlo ai nostri fratelli.

ST 280 settimana 80
Venerdì 29 agosto. Omelia del Vescovo in Duomo
Stampa: Rivista Diocesana, Ottobre 1980 pag.111-113
Gli Atti su CD 1980_SETTIMANA nella biblioteca del vescovo