settimana di aggiornamento pastorale 25-29 agosto 1980

Cristo Sommo Sacerdote
solidale con gli uomini

lunedì 25 agosto ore 9 la parola del vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Oasi di Fasano con don Bonora nel 1989

Dalla lettera agli Ebrei cap. 4, 15- S, 10.

Infatti non abbiamo un sommo sacerdote incapace di soffrire con noi per le nostre miserie. Anzi, il nostro sommo sacerdote è stato messo alla prova in tutto, come noi, ma non ha commesso peccato. Dunque, accostiamoci con piena fiducia a Dio, che è re misericordioso. Così riceveremo misericordia e grazia per essere aiutati al momento opportuno.
Ogni sommo sacerdote è scelto fra gli uomini ed è stabilito per servire Dio a vantaggio degli uomini. Egli offre a Dio doni e sacrifici per i loro peccati. Egli è in grado di sentire compassione per quelli che sono nell'ignoranza che commettono errori, perché anche lui è un uomo debole. Proprio a causa della sua debolezza egli deve offrire sacrifici non solo per i peccati del popolo, ma anche per i suoi. Nessuno può pretendere per sè l'onore di sommo sacerdote. Lo riceve solo chi è chiamato da Dio, come nel caso di Aronne.
Nemmeno Cristo si è preso da sè l'onore di sommo sacerdote, ma glielo ha dato Dio. Infatti Dio dice nella Bibbia: Tu sei mio figlio; io oggi ti ho dato la vita. E ancora: Tu sei sacerdote per sempre, alla maniera di Melchisedech. Durante la sua vita terrena, Gesù si rivolse a Dio che poteva salvarlo dalla morte, offrendo preghiere e suppliche accompagnate da forti grida e lacrime. E poiché Gesù era sempre stato fedele a Lui, Dio lo ascoltò. Benché fosse di Figlio di Dio, tuttavia imparò l'ubbidienza da quel che dovette patire. Dopo essere stato reso perfetto, è diventato causa di salvezza eterna per tutti quelli che gli obbediscono. Infatti Dio lo ha proclamato sommo sacerdote alla maniera di Melchisedech".


I testi per le nostre meditazioni sono stati scelti da don Bonora, che ringrazio anche a nome vostro.

Cerchiamo di entrare nel senso e nello spirito di questi testi; lasciamoci coinvolgere dal loro significato, tanto grandioso e solenne. Campeggia la figura di Gesù Cristo Figlio di Dio, grande, sommo sacerdote. La figura del Cristo deve dominare, campeggiare dinnanzi al nostro sguardo in queste giornate di grazia, perché è Lui prima della Chiesa, è Lui prima della catechesi, è Lui prima di noi e con Lui abbiamo accesso al Padre.
Non siamo soli, non è che non abbiamo niente o non abbiamo nessuno. Abbiamo un grande, sommo sacerdote, Gesù Cristo Figlio di Dio, che penetrò i cieli attraverso il mistero della sua morte e della sua gloriosa risurrezione.
Manteniamo ferma la nostra professione di fede che non deve essere un gesto per le nostre labbra, ma un atteggiamento profondo di tutta la nostra persona che viene afferrata da nostro Signore Gesù Cristo: questo movimento di ascesa al Padre e di discesa verso i fratelli, nella pienezza della grazia e nella pienezza del Cristo in tutta la sua divinità.
Gesù è il nostro grande, sommo sacerdote, perché "non si attribuì la gloria di sommo sacerdote, ma gliela conferì olui che disse: "mio Figlio sei tu, oggi ti ho generato", come in altro passo dice: "tu sei sacerdote per sempre al modo di Melchisedech". L'alfa e l'omega, il principio e la fine". Il principio è in Dio fin dall'eternità e la fine sarà il Padre quando tutto sarà ricapitolato in Cristo e Dio potrà essere tutto in tutti.

Cristo non è soltanto glorioso, grandioso e imponente nel suo sacerdozio grande e sommo. Egli è sacerdote per noi, intimamente legato alla nostra sorte e condizione, pienamente solidale a tutto il nostro destino. Infatti "non abbiamo un sommo sacerdote che non sappia compatire le nostre infermità, essendo stato lui stesso provato in ogni cosa a somiglianza di noi, escluso il peccato". Ecco uno che ha fatto tutta l'esperienza del male, della sofferenza, dell'umiliazione, della solitudine.
"Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia". Cristo, sommo sacerdote è il "trono della grazia per ottenere misericordia". Se ci sentiamo miseri e poveri e vuoti, "per trovare grazia ed essere aiutati nel tempo opportuno", abbiamo la garanzia dell'aiuto sicuro e potente di Uno che ha vissuto tutta l'esperienza umana. Ecco una sicurezza per noi, una sicurezza da comunicare ai nostri fratelli, particolarmente ai nostri catecumeni.

Una breve riflessione sul sacerdozio di nostro Signore Gesù Cristo, come si è esercitato, il tipo di vittima che ha offerto e come ha offerto questa vittima, che è Lui stesso. "Proprio per questo, nella sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a Colui che poteva liberarlo da morte e fu esaudito per la sua pietà". Vediamo il paradosso di queste affermazioni. Gesù Cristo nella sua vita, non solo nell'orto del Getsemani "offrì preghiere e suppliche con forti grida e lacrime a Colui che poteva liberarlo da morte". Vuol dire che ha misurato tutta la portata della tragedia della sua morte "e fu esaudito per la sua pietà". La pietà, un movimento dello Spirito, determinato dallo Spirito, fatto di riverenza, di fiducia, di abbandono, di obbedienza e di grande amore.

Come fu esaudito? Non gli è stato allontanato il calice della morte. Proprio attraverso la morte è stato esaudito e glorificato. "Pur essendo Figlio di Dio, imparò tuttavia l'obbedienza dalle cose che patì fino alla morte", reso perfetto in questa obbedienza e realizzandosi in essa.

La realizzazione di noi stessi: come è vera nel Figlio di Dio, dove si equivale alla distruzione di se stesso, al rinnegamento totale di se stesso: "reso perfetto, divenne causa di salvezza eterna per tutti coloro che gli obbediscono, essendo stato proclamato da Dio sommo sacerdote alla maniera di Melchisedech".

Ecco la fecondità dell'obbedienza di nostro Signore Gesù Cristo; la fecondità della nostra vita e del nostro ministero che deve essere tutti i giorni ricercata in un'offerta di tutto noi stessi, di tutto quello che Dio attraverso il mondo e le situazioni ci prepara per dire il nostro sì sacrificale, che ci porta alla realizzazione e alla fecondità della nostra vita e del nostro ministero.

Lunedì 25 agosto

ST 277 Settimana 80
Stampa: Rivista Diocesana, Ottobre 1980 pag. 9-12
Gli Atti su CD 1980_SETTIMANA nella biblioteca del vescovo