responsabile della Parola di Dio
della sua Grazia e della sua Carità
nella Chiesa del Signore

Duomo di mantova 15 giugno 1980

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

Carissimi, quando siamo interpellati in prima persona dai testi della liturgia della celebrazione della Parola e della celebrazione eucaristica, anche se questo è ripetuto parecchie volte, non accade che ci si faccia l'abitudine. E' sempre - come la prima volta- essere interpellati personalmente dalla Chiesa santa di Dio nel cui mistero sono presenti il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, Maria santissima, gli angeli, i santi nostri fratelli che ci hanno preceduto nel segno della fede. E' sempre anche imbarazzante parlare perché, quasi, si deve parlare di se stessi, in quanto è difficile fare una distinzione tra il proprio sentire e la missione affidata.

28 anni or sono, in questo giorno, tre vescovi della chiesa santa di Dio mi imponevano le mani e io diventavo responsabile della Parola di Dio, della sua grazia e della sua carità nella Chiesa del Signore. Diventavo responsabile della Parola di Dio, il grande inestimabile tesoro che Dio ha affidato alla sua Chiesa per la salvezza dell'umanità intera, perché con la Parola di Dio non si decidono soltanto le sorti che hanno un confine nella storia di questo mondo, ma si decidono le sorti di molte persone per l'eternità.

Allora colui che è investito di questa missione sente necessariamente la propria responsabilità di fronte a Dio e di fronte agli uomini.

Allora sente in un modo del tutto particolare, che deve diventare nella Chiesa una persona assidua alla meditazione della Parola, una persona che ha famigliarità con la Parola che si è espressa attraverso i tempi della storia della salvezza, e con la Parola definitiva nella persona di nostro Signore Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo, venuto a suggellare tutti gli interventi di Dio nella storia.

Allora diventa una esigenza l'impegno di essere un uomo assiduo alla lezione della Parola del Signore. Non è cosa facile. Tanti pensieri, tante preoccupazioni possono distogliere da quest'ufficio di annunziare la Parola di Dio che meditata nella propria coscienza.

Perché vi dico queste cose? Non ve le ripeterò più. Ve le dico perché abbiate a pensare che in mezzo a voi, tra i vostri sacerdoti, c'è uno più responsabile, dinnanzi al tremendo incarico di annunziare la Parola della salvezza che viene da Dio attraverso Gesù Cristo nella forza dello Spirito Santo, e abbiate a pregate anche per lui.

Dal giorno della mia consacrazione sono diventato responsabile di dispensare la grazia di Dio. Il Padre, attraverso il Figlio suo fatto uomo, per mezzo dello Spirito Santo vuole renderci partecipi della sua vita, della sua natura, e vuole fare di noi non solo delle creature umane ma addirittura dei figli. Questo avviene dal momento del nostro battesimo fino all'ultimo respiro della nostra esistenza attraverso il ministero della chiesa, che ha la responsabilità di innestare i virgulti sulla vite, perché abbiano a ricevere dalla linfa del ceppo la nuova vita che conviene ai figli di Dio peregrinanti in questo mondo verso la vita eterna. Questo avviene in particolare per il sacramento dell'eucaristia.

Non è possibile farne l'abitudine quando si sente di essere coinvolti in eventi decisivi della storia della salvezza, per la salvezza dei fratelli. Dipende da noi! Con questa coscienza si rimane stupiti, schiacciati nei nostri limiti di fronte al disegno grandioso di Dio che ci vuole santi facendoci partecipi della sua vita. I sacramenti della chiesa, la liturgia della chiesa, principalmente ed essenzialmente, compie dei gesti che sono di Gesù Cristo, attraverso il ministero dato al popolo di Dio, che è la Chiesa.

Il giorno della mia ordinazione episcopale sono diventato una guida del Popolo di Dio. Il riferimento, di per sé, non termina alla mia persona. Quando nella Chiesa noi ci muoviamo verso il destino della salvezza, il riferimento è Gesù Cristo, ma il segno tangibile, sacramentale, della presenza di Gesù buon pastore che ci guida ai pascoli della salvezza, rimane sempre la fragilità di una persona umana con i limiti di una creatura. E' grande la responsabilità. E' grande l'impegno di essere segno intermediario tra i membri del popolo di Dio e Gesù Cristo nostro Salvatore, per poterlo seguire come via sicura che conduce al Padre.

Allora, miei cari, vi chiedo ancora di pregare.


OM 692 15 Giugno 80
15 Giugno 1980 ore 18 in Duomo a Mantova