Gli apostoli hanno chiesto a Gesù
qual è la via per arrivare al Padre
E' anche la nostra situazione

Duomo 1 novembre festa di tutti i santi

Mons. Carlo Ferrari
Ultimi anni di un vescovo emerito
Casa del sole

Carissimi, la chiesa nostra madre ci prende per mano e conduce la nostra attenzione su una realtà di estrema importanza: la vita eterna nella visione della presenza di Dio sul suo trono e dell'Agnello alla sua destra, dei vegliardi, degli angeli, dei 134 mila della tribù di Israele e di una folla che nessuno può contare. Questo è il traguardo della nostra esistenza terrena.

Io mi domando e me lo domando con voi: veramente noi nella nostra esistenza in questo mondo camminiamo con la visione sicura, con la speranza certa, con la fede illuminata a questo traguardo verso cui siamo proiettati inesorabilmente dal tempo che passa, dai giorni che si abbreviano, dagli anni che moltiplicano? Noi non possiamo fermarci. Veramente quello ci è presentato dalla chiesa attraverso la Parola di Dio, è il traguardo verso cui coscientemente e intenzionalmente noi camminiamo?

Gli apostoli che si trovavano accanto a Gesù mentre parlava insistentemente del Padre, gli avevano chiesto: qual è la via per arrivare al Padre? E' anche la nostra situazione. Noi abbiamo dinnanzi una meta misteriosa e grandiosa, allettante e gratificante però, siamo sicuri di camminare verso questa meta? La sicurezza non viene da noi. Paolo ci dice che non viene neppure dalla propria coscienza. La sicurezza viene dalla Parola di Dio, viene dal suo giudizio che sarà un giudizio di misericordia e di giustizia nello stesso tempo.

Non conosciamo la via, hanno detto gli apostoli a Gesù e Gesù ha risposto: "Io sono la via, la verità e la vita". Abbiamo appena terminato di ascoltare Gesù che dice dinnanzi ai suoi discepoli, attorniato da una grande folla quali sono i passi da percorrere per arrivare al traguardo: beati i puri di spirito, beati i pacifici, beati i miti, beati i puri di cuore, beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, beati quelli che in qualunque modo troveranno ostacoli per camminare sulla strada del regno e quindi subiranno persecuzioni, contestazioni, malintesi e altre difficoltà.

Domandiamoci con la serietà che deve contraddistinguere le persone che si pongono dinnanzi a Dio e vogliono discutere la loro coscienza alla luce della sua verità, se veramente amiamo la povertà non nel senso della miseria materiale ma nel significato del distacco del cuore dalle cose materiali, se le cose materiali sono più importanti di quelle spirituali, se le cose del mondo sono più importanti della vita eterna, se le mie povere cose sono più importanti delle cose di Dio, se il mio io è più importante di Lui, il nostro Signore. Capite che non siamo d'accordo con la via che conduce alla meta verso cui vogliamo dirigerci?

Beati gli operatori di pace. Abbiamo la preoccupazione di mettere sempre la parola che calmi, che porti alla quiete, che spiani un'intesa, che rappacifichi il cuore? Siamo carichi noi stessi di pace interiore perché siamo uniti in tutto alla volontà del Signore?

Beati i puri di cuore perché, vedranno Dio. Scelgo solo alcune delle beatitudini. La purezza del cuore non è semplicemente la virtù della purezza. E' la chiarezza, lo splendore, la trasparenza del nostro corpo, del nostro spirito tutto orientato verso bene, verso l'onestà, verso la luce del Signore. Gli operatori del male si rifugiano nelle tenebre, i figli di Dio invece vivono nella luce e vedono Dio se sono puri.

Beati i perseguitati. Lo diciamo come un proverbio. Eppure noi siamo concittadini di nostro Signore Gesù Cristo e dei santi, e sappiamo che tutti i santi sono stati perseguitati non tanto dalle grandi persecuzioni o dalle grandi ostilità o dai grandi malintesi, ma dalle piccole persecuzioni di ogni giorno che ci accompagnano come una croce appiccicata alla spalla e dalle quali non possiamo liberarci. Sarà il lavoro, saranno le persone o le circostanze o gli ambienti. Possono essere tante cose. Se la nostra vita non è segnata dalla croce di nostro Signore Gesù Cristo e dalla sua contraddizione, noi non camminiamo accanto a Gesù che sale il Calvario, per arrivare attraverso la morte e la mortificazione alla gloria della sua risurrezione.

Ho segnalato alcuni pensieri, alcune realtà, alcuni atteggiamenti, che devono impegnare la nostra persona in questa celebrazione. L'eco di questa parola, che è parola di Dio, non si spenga quando io avrò terminato di parlare. Continui nel vostro cuore, nell'intimo di voi stessi e vi risvegli alla luce. Non importa se trovate qualche cosa da togliere. Anzi! Abbiate il coraggio di toglierlo. Apriamoci alla misericordia del Signore che ci vuole perdonare per farci camminare insieme con lui verso la casa di molti fratelli che ci attendono, verso la casa del nostro Padre.


OM 660 Santi 80