Settimana di Pastorale 27-31 agosto 1979

Il Vangelo è nelle nostre mani

venerdì 31 agosto ore 9 concelebrazione in cattedrale

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

"Sapete che poco prima, nella città di Filippi, ero stato offeso e avevo sofferto. Eppure, anche in mezzo a molte difficoltà, Dio mi ha dato la forza di annunziarvi il messaggio del suo vangelo. Nella mia predicazione non c'era nessuna intenzione di dire il falso, di imbrogliare, di parlare con astuzia. Anzi, io parlo sempre come Dio vuole, poiché egli mi ha giudicato degno ed ha affidato a me il messaggio del vangelo. Non cerco l'approvazione degli uomini, ma quella di Dio che giudica anche le nostre intenzioni nascoste. Sapete bene che mai ho detto parole per far piacere a qualcuno o per mio interesse: Dio mi è testimone. E mai ho cercato i complimenti degli uomini, né da voi, né dagli altri, anche se potevo far valere la mia autorità di apostolo di Cristo. Invece mi sono comportato tra voi con dolcezza, come una madre che ha cura dei suoi bambini. Mi sono affezionato a voi, e vi ho voluto bene fino al punto che vi avrei dato non solo il messaggio di salvezza che viene da Dio, ma anche la mia vita " (1 Tess. 2, 2-8).

"Dopo mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: 'Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di questi altri? '. Simone disse: "Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene". Gesù replicò: 'Abbi cura dei miei agnelli!'. Poi gli disse una seconda volta: 'Simone, figlio di Giovanni, mi ami davvero?'. Simone gli disse: "Sì, Signore, tu sai che ti voglio bene". Gesù replicò: "Abbi cura delle mie pecore". Una terza volta Gesù disse: "Simone, figlio di Giovanni, mi ami davvero?". Pietro fu addolorato che Gesù gli dicesse per la terza volta "mi ami tu ?" Rispose: "Signore, tu sai tutto. Tu sai che io ti amo" Gesù gli disse: "Abbi cura delle mie pecore "


Miei cari, la nostra assemblea liturgica si presenta solenne perché solenne è il momento della vita della nostra diocesi. E' il momento in cui lo Spirito Santo in un modo più chiaro ci viene incontro per aprirci il cammino per il rinnovamento del nostro ministero. Questo momento poi della celebrazione è il momento in cui noi ci raccogliamo per ascoltare l'indicazione dello Spirito Santo attraverso la Parola di Dio; è il momento in cui si fa più profonda la nostra unione con Gesù nostro Pastore, è il momento in cui si fa più stretta la nostra comunione di carità, che è il fondamento di ogni attività pastorale.

Questa mattina ci viene incontro ancora Paolo il quale dice: "Dio ci ha trovato degni di affidarci il Vangelo"; "così, predichiamo non cercando di piacere agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori". Degni di affidarci il Vangelo, non per i nostri meriti, ma per un suo disegno particolare; nonostante tutto affida il suo Vangelo nelle nostre mani. Alcuni dicono: Cristo sì, la Chiesa no: il Vangelo è nelle nostre mani, non ce lo siamo arrogati noi, ma è Cristo che ce lo affida, quindi: la Chiesa sì, noi sì nella Chiesa, per predicare il Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.

Così noi lo predichiamo particolarmente attraverso l'azione catechistica che è un porgere il pane della Parola di Dio, spezzettato, per dire così, perché possa essere assimilato più proficuamente. E lo facciamo non per piacere agli uomini, per nostri motivi - lo abbiamo sottolineato in questa settimana - ma per piacere a Dio, che prova i nostri cuori, che vede nell'intimo dei nostri cuori. Dunque noi siamo nel cuore di questo impegno, di questo evento di Dio che si muove verso gli uomini per parlare loro attraverso il nostro ministero presbiterale o ministero battesimale. E' un ministero nella Chiesa.

E come dobbiamo essere? Lo abbiamo già meditato durante questi giorni: "siamo stati in mezzo a voi come una madre che ha cura delle proprie creature". Diventiamo l'espressione della santa madre Chiesa, della maternità della Chiesa, ma non soltanto per il fatto che, generiamo nuovi figli a Dio attraverso la nostra azione, ma perché questo fatto materno deve essere accompagnato da sentimenti adeguati, quelli che ha una madre per il proprio figlio, per i propri figlioli. "Così affezionati a voi avremmo desideralo non solo darvi il Vangelo di Dio, ma la nostra vita, perché ci siete diventati cari". Ecco spendere la nostra vita, dare la nostra vita, dare tutto quello che di sacrificio richiede quest'azione ministeriale con la tenerezza, con cui una madre e un padre spendono la propria vita per i loro figlioli. E del resto questo è il punto che deve qualificarci e che ci deve abilitare dinanzi a Dio e dinanzi agli uomini, per essere gli annunciatori del Vangelo.

Avete sentito l'esame che Gesù fa a Pietro, prima di affidargli la sua Chiesa, il suo gregge; prima di investirlo del ministero: "Mi ami, tu?". E sapete la risposta e sapete la drammaticità di questo dialogo; E' veramente un dramma quello di essere chiamati ad amare più degli altri, per essere degni di ricevere il ministero del Vangelo di nostro Signore Gesù Cristo. Pietro ha dato la sua risposta non soltanto a parole. Quando è stato investito dalla grazia dello Spirito Santo l'ha data con tutto se stesso, con tutta la sua persona, con tutta la sua vita, con tutta la sua fede: la fede di Pietro in nostro Signore Gesù Cristo, la fede nell'amore di nostro Signore Gesù Cristo: "Mi ami tu più degli altri?", perché io ti prediligo, perché io ti ho scelto, perché io ti ho chiamato, perché io ti ricolmerò con la mia grazia, perché io ti ricolmerò del mio Spirito.

O miei cari, tutte queste parole che corrispondono a tanti eventi di grazia sono dette per ciascuno di noi. Noi dobbiamo essere delle persone che amano, perché sanno di essere amate da nostro Signore Gesù Cristo. Dunque, il Vangelo è nelle nostre mani, la responsabilità del Vangelo sulle nostre spalle, il Vangelo è da portare ai nostri fratelli, ai quali dobbiamo voler bene come una madre. E questo amore deve nascere dalla certezza di essere amati dal nostro Salvatore, dal Pastore delle anime nostre, e di tutte le anime, il quale si è dato per noi.

ST 287 Settimana 79
Stampa: Rivista diocesana, Agosto 1980 pagg.258-261
Gli Atti della Settimana su CD 1979 SETTIMANA nella biblioteca privata del vescovo