Gesù ci vuole comunicare la grazia
di diventare simili a Lui:
miti ed umili di cuore

Natale 1979 in sant'Andrea

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari con i sacerdoti mantovani a Betlemme

Fratelli cari, siete così numerosi nella celebrazione di questa notte! Penso che il numero sia proporzionato alle buone disposizioni del vostro cuore che ha risposto ad un impulso religioso. Questo impulso può essere esplicito e chiaro e può essere implicito, comunque, vi ha spinto fino a realizzare questa presenza in chiesa nella celebrazione liturgica del Natale.
Come vorrei essere capace, da fratello a fratello, far sentire a ciascuno di voi come questa presenza ha senso e vale, e l'averla realizzata comporta qualche cosa nella vostra persona!

Sono tante le voci che si sentono nel mondo e che martellano l'umanità intera. Alcune dicono, Dio non c'é. Altre dicono, Dio è inutile, oppure Dio non ci guarda. Eppure i casi della fede non hanno mai avuto tanto rilievo nel mondo come ai nostri giorni e sono oggetto dell'attenzione di tutti - quelli che credono e quelli che non credono - perché li sentiamo dentro di noi e li sentono con noi milioni di fratelli nelle situazioni che si verificano oggi nel mondo. Noi sentiamo che Dio c'è, che Dio è dalla nostra parte, che Dio è con noi ed è tanto con noi da diventare uno di noi.

E questo è il senso del Natale. Il Figlio di Dio è diventato uno di noi perché noi avessimo la capacità di risalire la china se siamo onesti la debbiamo risalire! per arrivare a quel livello di umanità, di bontà e ricchezza di sentimenti che convengono ad una creatura umana. Dio ci viene incontro per mezzo di questo bambino che si chiama Gesù, che è il Figlio di Dio diventato uno di noi, per darci la capacità di diventare simili a Lui. Un giorno questo bambino dirà "Imparate da me che sono mite e umile di cuore".

Sant'Agostino commentando questa espressione del vangelo fa rilevare: osservate bene, fratelli, che Gesù non ci dice di imparare da lui a fabbricare il mondo, a risuscitare i morti, a compiere i miracoli, ma ad essere miti ed umili di cuore. Sentiamo, miei cari, che nel mondo c'è bisogno di dolcezza, di mitezza e di tutte le manifestazioni della mitezza e della dolcezza che sono: la comprensione, la sopportazione vicendevole, l'intesa, la pazienza. Ebbene, Gesù ci insegna queste cose.

Noi celebrando il Natale - ecco perché ha senso essere qui in chiesa - accogliamo il messaggio di nostro Signore Gesù Cristo. Non soltanto. Siamo fatti partecipi della grazia del messaggio di nostro Signore Gesù Cristo, della grazia con cui è accompagnato questo messaggio e che vuol dire: una forza nuova, una energia nuova, una vita nuova che ci è comunicata perché possiamo essere miti, dolci e umili di cuore.

Ci accorgiamo, guardando la nostra stessa persona, che ognuno di noi non ha la tendenza ad essere umile. Ognuno vuole essere preso in considerazione, vuole farsi valere, vuole fare e sopraffare. Ci accorgiamo che non c'è umiltà ma tanto orgoglio, tanta superbia, e tutti i mali che nascono dall'orgoglio e dalla superbia che rendono "grama", disumana la nostra vita.

Gesù è nato in tutta umiltà, nel nascondimento, nel silenzio della notte. Gesù è vissuto nel nascondimento di Nazaret, ha predicato e compiuto dei prodigi, nascondendosi dalla folla che lo voleva acclamare come un grande. Non ha voluto essere un grande. Ha detto: i grandi dominano, io sono venuto non per essere servito, ma per servire e per dare la mia vita in riscatto per la salvezza di tutti. C'è bisogno di umiltà. Gesù ci vuole comunicare la grazia di diventare più umili. Questo è tanto bello e non aggiungo altro.

Fare Natale ha senso perché Dio c'è, perché Dio è con noi, perché Dio è sceso al nostro livello, ha preso le nostre miserie, ci dà le indicazioni giuste, sagge e sapienti che ci salvano < non soltanto in ordine alla vita eterna, ma in ordine alla vita presente perché la rendono più umana, più divinizzata dalla forza della grazia di nostro Signore Gesù Cristo.

Allora, facciamo, vicendevolmente, gli auguri di buon Natale in questo senso: che Gesù nasca davvero nel nostro spirito e porti un po' della sua mitezza e della sua umiltà.

Marita santissima, la grande presenza della donna vicina al Figlio di Dio che nasce nel mondo, interceda per noi perché possiamo somigliare al Figlio, Gesù.

Buon Natale così, miei cari.


OM 677 Natale 79