"Evangelizzazione e promozione umana nella nostra realtà locale"

Alla ricerca del "primum"

venerdì 3 settembre ore 9 concelebrazione in Cattedrale

Mons. Carlo Ferrari
In seminario con Mons. Giglioli

Tocca a me dare l'avvio al discorso di questa " settimana " (non importa se ridotta a poco più di tre giorni). Nel nostro incontro vogliamo portare avanti un discorso discreto, che continua ormai da diversi anni, su un itinerario di fondo della vita e dell'azione della nostra chiesa. E' un momento importante perché in esso si sviluppa la nostra riflessione, si approfondiscono la nostra comunione con Dio e la nostra comunione vicendevole.

Mi pare che il nostro itinerario si possa riassumere, in modo stringatissimo, più o meno così: c'è stata una presa di coscienza del proprio essere chiesa adunata nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, in una comunione organica, cui presta il proprio servizio il sacerdozio ministeriale. Fatta una scelta pastorale incentrata sulla famiglia, oggetto, soggetto e strumento di azione di chiesa, dopo gli approfondimenti dottrinali e morali del tema, si è affrontato il discorso della evangelizzazione e i sacramenti della iniziazione cristiana, in concordanza più o meno stretta con i documenti della CEI.

Quest'anno il discorso si allarga, ma nello stesso tempo deve avere l'avvertenza di mantenersi sii una linea di continuità, approfondendola. lo vi rivolgo un invito esplicito e pressante: nelle nostre riflessioni, di gruppo specialmente, evitiamo di essere settoriali, e la evangelizzazione, o l'azione evangelizzatrice, non separiamola da quel centro di riferimento che è la famiglia. Sono molti i motivi, non tanto quelli contingenti che sono nell'aria, come vi dico sempre, ma quelli di fondo: la ricchezza dell'istituto familiare, i valori ecclesiale di questa singolare realtà.

Altro invito: siamo qui come comunità ecclesiale, come chiesa, alla luce della fede, in atteggiamento di preghiera; con noi c'è il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo, che sono i primi protagonisti di questa iniziativa. La loro presenza deve essere avvertita, deve diventare sempre più cosciente, ne dobbiamo tener conto: per questo io oso dire che siamo in stato di preghiera, di colloquio con Dio, di ascolto di Dio, di apertura a Dio per noi e per i nostri fratelli. Siamo alla ricerca del primum - "quaerite primum" - che è il regno di Dio e di conseguenza la signoria di Gesù Cristo su tutta la creazione.

Cerchiamo di farlo emergere bene, con chiarezza e saremo sulla strada buona. Evitiamo di preoccuparci di ciò che è dato come sovrappiù, trascurando il necessario. lo ritengo che il rischio di questo tema proposto alla comunità ecclesiale italiana sia proprio questo: di quasi, scusatemi la parola, avventarci su "il di più ", quello che rispetto al "primum" è necessariamente secondario anche se di estrema importanza, e di trascurare invece ciò che deve stare prima, ciò che deve stare alla base, ciò che è la chiave di soluzione, il principio, la sorgente di tutte le riparazioni e di tutte le promozioni che noi giustamente, dolorosamente, dobbiamo cercare nella riflessione, nello studio e nella preghiera.

ST 260 Settimana 76
stampata su Rivista Diocesana pag.209-210
Atti su CD 1976 SETTIMANA in Biblioteca Ferrari