"Evangelizzazione e promozione umana nella nostra realtà locale"

La promozione umana opera dello Spirito

giovedì 2 settembre ore 9 la parola del Vescovo

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

Diamo modo allo Spirito di illuminare i nostri cuori, di approfondire in noi il senso e di radicare in noi la forza che viene da Lui. La parola di Dio non ci pone, come potrebbe apparire da questo testo, di fronte al dualismo, comunemente inteso. Il dualismo biblico non passa tra il temporale e lo spirituale, tra il corpo e l'anima, tra la natura e la grazia o se vogliamo tra regno di Dio e la signoria che Dio ha conferito all'uomo sul creato. Passa invece tra « spirito » e « carne » intese come categorie bibliche che hanno un significato ben preciso: lo « spirito » è lo spazio dell'azione e dell'influenza di Dio, del suo amore, della sua salvezza; la «carne» è lo spazio dell'egocentrismo dell'uomo, della sua autosufficienza.

Il cammino della conversione cui mira la evangelizzazione, come abbiamo visto ieri, continua sotto l'azione dello Spirito per trarre l'uomo fuori dal vortice dell'egoismo, fonte di ogni degradazione umana.

Dove ci sono i frutti dello Spirito, c'è promozione umana: amore, pace, gioia, benignità, bontà, fedeltà ecc. Evidentemente non c'è promozione umana, quand'anche ci fosse progresso sociale, se questo è fondato solo sulle forze umane, accompagnato dai frutti della carne: inimicizie, discordie, gelosie, dissensi, divisioni, fazioni ecc.

La parola di Dio fornisce chiari criteri di giudizio di ciò che si deve ritenere promozione umana, dà la motivazione di fondo per la scelta dell'uomo e conferisce l'energia per essere fedeli a questa scelta. Essa però non è una indicazione del come si compie la promozione umana; il « come » va desunto anche dalla situazione e dalla storia.

Dunque noi siamo invitati a metterci sotto l'azione dello Spirito Santo, che ci conduce come ha condotto Gesù a compiere la volontà del Padre, a cercare la volontà del Padre attraverso la rinuncia, l'abnegazione, il mistero della croce, perché Dio, sempre, abbia il primo posto, perché Dio sia il primo. Con ciò l'uomo non va a finire all'ultimo posto; è nel cuore di Dio, è nel cuore di tutte le meraviglie che Egli ha compiuto attraverso i tempi e sappiamo che la mano di Dio non si è accorciata, che le stesse meraviglie per l'uomo le compie anche oggi e dà a tutti gli uomini, alla sua Chiesa in particolare, quando questa cerca di essere fedele, di stare in ascolto, la capacità di essere al servizio degli uomini per la loro promozione.

ST 259 Settimana 76
dal registratore e stampa: Rivista diocesana n. 9-10, Settembre- Ottobre 1976 pag 208,
Atti suCD 1976 SETTIMANA in biblioteca Ferrari