La pace che il Natale porta nel mondo
vive
nel cuore dell'uomo che vuole il bene

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

E' impegnativo per me esercitare il ministero della Parola in queste occasioni nelle quali molta gente viene in chiesa. Vi porgo il mio benvenuto perché siete venuti in chiesa e vi auguro tutta la grazia, tutta la pace, tutta la novità di vita offerta a chiunque si accosta all'altare del Signore per ascoltare la Parola, per ricevere il frutto del sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo. Questa sera è naturale che io vi dica buon Natale e che ciascuno dica al suo vicino buon Natale e che tutti insieme diciamo, con fede in Dio, a tutto il mondo "buon Natale".

Da quanto tempo si rinnova questo augurio che suppone una promessa divina: " Pace in terra e gloria a Dio"? Voglio farvi notare che nella misura in cui si vuole togliere la "gloria a Dio", - nel senso che non lo si vuole riconoscere-, si impongono altri idoli, altri vangeli, altre salvezze e non si può augurare "pace agli uomini". Noi siamo in chiesa. Permettete che con tanta libertà e umiltà fraterna vi chieda: veramente siete nella disposizione di dare gloria a Dio?

Non fatevi, però, un cattivo concetto della gloria di Dio. Dio non ha bisogno di aggiungere qualche cosa a quello che è. La gloria di Dio è l'uomo al suo posto nel creato. La gloria di Dio è la vita dell'uomo con la possibilità di espandersi in tutti i sensi. Se dare gloria i Dio è accettare di essere sue creature, è accogliere il dono della vita, è porre la vita alla base di tutti i valori, è l'espandersi della vita di ogni creatura che viene in questo mondo, veramente ci sono le premesse per la pace.

Che cos'è la pace?
Pace è che tu abbia la vita.
Pace è che tu abbia il bene.
Pace è che il tuo bene sia sempre più grande.
Pace è che tu sia te stesso secondo la vocazione inscritta nella tua persona.
Pace è che sia rispettato tutto ciò che è in te.

Qual è il nostro atteggiamento rispetto alla gloria di Dio e rispetto alla pace? La pace di Dio non si opera nel mondo con segni più o meno religiosi o con un equilibrio di forze di qualsiasi natura. La pace tra gli uomini che il Natale porta nel mondo può operarsi unicamente nel cuore dell'uomo che vuole il bene. Questo bene: - che tu sia quello che sei, - che tu abbia tutto quello che conviene a te, - che tu possa realizzarti nelle migliori condizioni. Questo bene lo può realizzare il cuore dell'uomo per ogni suo fratello. Questo non è utopia. Questa è la realtà. Se nel cuore dell'uomo non cambia l'atteggiamento che lo fa passare da una disposizione di egoismo ad una disposizione di amore, nel mondo non cambia nulla.

Il Figlio di Dio, che è venuto per portare questa pace, che cosa fa? Da parte sua nulla gli è impossibile, ma ci dà il grande esempio del rispetto della nostra persona e vuole che noi siamo dei pacifici e dei pacificatori insieme a Lui. Non costretti da lui! Egli ci offre se stesso come modello, come aiuto per questo nostro passaggio dalla inclinazione all'egoismo alla disposizione dell'amore.

Miei cari che venite in chiesa per Natale, Gesù bambino bussa alla porta del vostro cuore. E' un bambino pur essendo il Figlio di Dio. Quando è venuto la prima volta nel mondo quasi tutti gli hanno chiuso le porte. Non chiudiamo il nostro cuore. Quando si accoglie Gesù Cristo e si accoglie il suo vangelo, si accoglie il dono e la grazia della pace. Ed è il dono e la grazia che in questi momenti della storia desideriamo tanto intensamente perché vediamo che, se ci manca, manca ciò che permette alla nostra vita di essere una vita di uomini.

Continuiamo la preghiera nella celebrazione eucaristica per diventare, tutti, capaci di cercare sempre meno noi stessi e sempre di più, molto di più, i nostri fratelli. In questo senso, con tanto affetto auguro buon Natale a voi e a tutti i vostri cari.

OM 680 Natale 76