La Chiesa chiede
per ciascheduno di noi
la vera libertà e l'eredità eterna

Governolo30 aprile 1972 ore 9.30 cresime

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari

Per la vita di una comunità parrocchiale, la presenza del Vescovo è un avvenimento un po' straordinario nel senso che é un fatto che non capita tutti i giorni. Noi, dal momento che la fede ci porta in chiesa, dobbiamo essere capaci di andare al di là dell'esteriorità di questo avvenimento, al di là del segno costituito dal nostro incontro e dalla nostra persona, per metterci a tu per tu davanti a Dio, in un atteggiamento di fede per arrivare alla realtà profonda dell'avvenimento del nostro incontro.

E' un incontro di Dio con le sue creature. E' l'incontro del Padre con i suoi figlioli e in questo incontro del Padre con i figli si rinnova ed è presente ed attuale, tutto l'amore che Dio porta a noi.
E' presente tutta la grazia di Dio. Sono presenti tutti i doni di Dio perché, noi che crediamo di essere figli di questo Padre abbiamo anche la forza di vivere da figli del Padre che sta nei cieli.

Non so se eravate sufficientemente attenti e se ha colpito la vostra attenzione la preghiera che io, a nome vostro, ho innalzavo al Padre. Ve la ripeto. Abbiamo pregato così: "O Padre, da te viene il Salvatore e lo Spirito di adozione, guarda con benevolenza i figli del tuo amore, perché a tutti i fedeli in Cristo sia data la vera libertà e l'eredità eterna. Soffermiamoci brevemente - per quanto è possibile - su questa preghiera di tutta la chiesa, che oggi si fa in tutto il mondo. Questa preghiera è rivolta al Padre, il quale ci dà un Salvatore e ci dà lo spirito di adozione.

"O padre, da te viene il salvatore". O Padre da te viene Gesù Cristo, il Figlio tuo che hai mandato nel mondo in mezzo a noi, non semplicemente perché predicasse, non semplicemente perché compisse dei miracoli, non semplicemente perché annunziasse che il tempo di Dio è incominciato ma perchè garantisse che il patto, che Iddio nell’Antico Testamento aveva fatto con gli uomini, è mantenuto.

Il Figlio di Dio è venuto su questa terra. E voi ricordate la morte di nostro Signore Gesù Cristo in tutti i particolari di umiliazione, di sofferenza, di desolazione, di tristezza, di abbandono, di tradimento. La morte di Gesù è la dimostrazione dell'amore del Padre per noi. Il Padre ci vuole strappare dalla morte eterna, dal momento che ci vuole strappare dal peccato. Non soltanto manda a noi il salvatore.

Dice la preghiera: "0 Padre, da te viene il Salvatore e lo Spirito di adozione". Miei cari, forse non siamo sufficientemente illuminati su questo fatto. Pensiamo a Gesù Cristo, crediamo in Gesù Cristo, sappiamo che Gesù Cristo è morto per noi, sappiamo che Gesù Cristo è il nostro Salvatore perché ha vinto la morte con la sua risurrezione, ma sappiamo molto poco di quello che ha fatto il Padre, perché il sacrificio di Gesù Cristo facesse di ognuno di noi un figlio suo.

Quand'è che diventiamo figli di Dio? Quand'è che siamo costituiti veramente figli di Dio? Noi diventiamo figli di Dio nel momento in cui riceviamo lo spirito di adozione, che è lo Spirito Santo. Questa persona della Santissima Trinità: è lo Spirito del Padre che ama i figli, è lo Spirito del Figlio che per fare la volontà del Padre dona se stesso, per amore verso il Padre e per amore verso tutti gli uomini suoi fratelli. E noi, per essere figli di questo Padre e per avere in noi stessi i sentimenti che si addicono ai figli di Dio, non è sufficiente che facciamo ricorso alle risorse del nostro cuore umano. Ci deve essere qualche cosa di nuovo. Questo, qualche cosa di nuovo, che ci porta al disopra della nostra condinzione naturale è lo Spirito Santo per mezzo del quale nasciamo come figli di Dio il giorno del Battesimo.

Miei cari, come consideriamo il giorno del Battesimo? Non è semplicemente il giorno in cui ci viene imposto il nome. Non è semplicemente un giorno in cui noi siamo lavati dalla macchia del peccato originale e se fossimo adulti dalla macchia di qualsiasi peccato. E' il giorno in cui riceviamo lo Spirito Santo, che diventa il principio del nostro vivere nuovo di figli di Dio.

Lo Spirito Santo che è la sorgente della nostra figliolanza divina, diventa nel nostro spirito Colui che anima i nostri sentimenti, Colui che illumina i nostri pensieri, Colui - quindi - che guida e sostiene la nostra fede perché noi viviamo veramente da figli di Dio.
Lo Spirito Santo, che il Padre ci manda la prima volta con il battesimo e in cui noi, da figli del nostro papà e della nostra mamma diventiamo anche i figli di Dio, ci è confermato in modo definitivo con la cresima: perché acquistiamo la capacità di crescere come figli di Dio, perché acquistiamo la capacità di maturare come figli di Dio e quindi di diventare adulti nella fede, come figli di Dio.

Per la maggior parte di noi il giorno della Cresima è un giorno che appartiene passato. Quel giorno appartiene alla nostra vita. Lo Spirito Santo nel giorno della Cresima è diventato il dono definitivo,perché noi crescessimo nella fede, nell'amore, nella speranza e diventassimo dei cristiani adulti. Lo Spirito che ci é stato confermato con la cresima non ci è più stato tolto. Noi possiamo averlo dimenticato. Noi possiamo respingerlo ma Lui é sempre presente, Lui sta sempre alla porta del nostro cuore per essere lo Spirito animatore della nostra vita di figli di Dio. Quindi miei cari, oggi non è semplicemente il giorno della Cresima dei vostri bambini e delle vostre bambine, è anche il giorno della nostra Cresima, è il giorno del dono dello Spirito di adozione.

La preghiera continua, ma io cercherò di non continuare troppo a parlare: "O Padre da te viene lo spirito di adozione, guarda con benevolenza i figli del tuo amore". Mi rivolgo ai papà e alle mamme. Quando guardate i vostri figli, li guardate da padre, da madre. con uno sguardo di amore. Così é lo sguardo del Padre su di noi, in questo momento. Allora la chiesa prega, fin da questo momento che è il momento di tutta la nostra esistenza, per chiedere a questo Padre che ci guarda con amore, che ci sia data la vera libertà e l'eredità eterna. La Chiesa per ciascheduno di noi, quest'oggi, chiede la vera libertà e l'eredità eterna.

Carissimi, oggi nel mondo si parla molto di libertà. C'é chi vuole la libertà di espressione, chi vuole la libertà economica, chi vuole la libertà politica, chi vuole la libertà culturale, Va bene. Sono tutte libertà legittime, ma queste libertà dell'uomo, non sono possibili se l'uomo non è liberato dall'unico Salvatore, se l'uomo non è reso libero dall'unico Spirito di adozione, se l'uomo non è salvato dalla sua schiavitù del peccato. Molte persone nel mondo, che hanno la sensazione di essere vicine alla fede o perlomeno hanno una tradizione di fede, quando sentono parlare del peccato scrollano le spalle, non ci vogliono dare importanza.

Ma miei cari, quando noi godessimo di tutte le libertà, quando noi avessimo tutto quello che ci promettono coloro che predicano la libertà: la casa, la scuola, l'assistenza, il salario, la pensione e andate dicendo, noi saremo delle persone libere? Noi saremo delle persone umane che si rispettano fra di loro? Che si vogliono bene tra di loro? Che si vogliono bene al punto da vivere da fratelli, perché hanno un unico Padre che sta nei cieli?

Una domanda semplicissima. Noi un certo benessere, da 50 anni a questa parte, l'abbiamo acquistato. Non è ancora tutto, ma l'abbiamo acquistato. Adesso che è aumentato il benessere, gli uomini si vogliono più bene fra di loro? Gli uomini sono più uomini?
Gli uomini si rispettano più di una volta? Io so quale risposta mi date. Non sono questi beni che ci rendono la vita più umana. Non sono questi beni che liberano il nostro spirito dall'egoismo, perché diventiamo più capaci di amare. E' soltanto lo Spirito di nostro Signore Gesù Cristo che ci può dare questa vera libertà. Chi non ammette Gesù Cristo come salvatore del mondo e chi non ammette la Chiesa, - la povera Chiesa- come strumento di Gesù Cristo per la salvezza del mondo, non cammina nella sua vera libertà, ma cammina verso la schiavitù sempre più pesante del peccato.

Ancora una grazia ci fa domandare la Chiesa: "ci sia data l'eredità eterna". Sì, miei cari, c'è un Padre che ha rivelato il suo amore, c'è un Salvatore che per noi é morto ed è risorto da morte, c'è uno Spirito che ci anima durante tutta questa vita terrena. Se noi ci saremo lasciati condurre da Lui, potremo entrare nel possesso di tutto l'amore della paternità di Dio, di tutto il frutto del sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo, di tutta la grazia dello Spirito Santo. Ci sarà la vita eterna.

Ci sarà quella vita eterna che ci costruiamo quaggiù, vivendo da figli di Dio e da fratelli che, per l'amore del Padre, per la grazia di nostro Signore Gesù Cristo, per il sostegno dello Spirito santo, si amano veramente come fratelli .

OM 574 Governolo 72 - 30-4-1972 ore 9.30 cresime