L'altare, segno di Gesù Cristo,
è mensa della Parola
e della comunione dei figli di Dio


San Leonardo,19 maggio 1972 ore 19 consacrazione dell'altare e cresima

Mons. Carlo Ferrari
Era parroco don Giuseppe Pecorari
San Leonardo nel 1972.

Miei cari, ad essere concreti, non bisognerebbe fare l’omelia in queste circostanze quando la celebrazione si prolunga eccezionalmente, ma pare che sia indispensabile dirvi qualche cosa perchè tutto ciò che facciamo in chiesa lo dobbiamo comprendere, perché non sia soltanto un gesto esteriore che ammiriamo, a cui noi siamo attenti con devozione, ma diventi con la conoscenza qualche cosa che entra nel vivo dei nostri pensieri,e dei nostri sentimenti, per operare in noi ciò che significa.

I gesti che si compiono nella chiesa sono simboli, hanno un richiamo. Il simbolo richiama ciò che il segno contiene per ognuno di noi. Ritengo che parecchi di voi, qui a san Leonardo, si siano chiesti quale necessità c’era per costruire un altro altare e di impegnarci in questa lunga celebrazione. Si potrebbe anche dire che si poteva farne a meno, se non si capisce il significato dell’altare così come si presenta davanti a voi questa sera,se non si capisce quello che abbiamo compiuto insieme pregando fino a questo momento se non si capisce perché questa pietra ha la forza di richiamo attraverso la nostra fede, di una Presenza.

Questo altare è una mensa. Chi ci invita a questa mensa é Dio nostro Padre, il Padre della famiglia dei figli di Dio che siamo noi.

Il cibo che ci offre il Padre nostro è il Figlio suo Gesù Cristo. Sull'altare noi celebriamo la messa, il sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo dato dal Padre per la nostra salvezza.

L’altare nella nostra chiesa ci deve ricordare nostro Signore Gesù Cristo mandato dal Padre nostro che sta nei cieli per la nostra salvezza.

Gesù,per la nostra salvezza ha offerto tutto se stesso al Padre per noi, e adesso affre al Padre tutti coloro che si accostano al suo altare.

Per questo possiamo dire: a questa mensa noi abbiamo la possibilità di nutrirci del cibo del Corpo e del Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, che a questo altare ci sono dati per la nostra salvezza.

L'altare è anche la mensa della parola di Dio. A questa mensa noi abbiamo la possibilità di nutrirci della Parola di Dio, il primo cibo di cui abbiamo bisogno per la nostra fede di cristiani. Infatti la Parola di Dio, il cibo della parola, dice alla nostra intelligenza il significato di quello che ha fatto Dio nostro Padre e Gesù Cristo nostro Salvatore

Troviamo la parola di Dio nel Libro Sacro, la Sacra Scrittura, che il sacerdote ci spiega prima di celebrare il sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo. E' dalla parola di Dio che sapppiamo di essere la famiglia dei figli di Dio E se accogliamo la sua Parola con fede, comprendiamo il significato della Messa e possiamo ricevere il corpo e il sangue di Gesù nostro Salvatore con le dovute disposizioni. Possiamo fare la comunione.

Perché diciamo comunione? Perché il prendere il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo deve operare la vera comunione di ciascuno di noi con Gesù e con il Padre che sta nei cieli, e con tutti i figli del Padre che sta nei cieli, che per il sacrifico di Gesù sono diventati nostri fratelli. La comunione è la comune unione dei fratelli che riconoscono questo Padre e che si devono distinguere e qualificare per l’amore che si portano vicendevolmente. Questo é l’impegno dei cristiani.

Sull'altare, a questa mensa dove é disposto il cibo della Parola di Dio e dove si distribuiscono il pane e il vino che sono il Corpo e il Sangue di nostro Signore Gesù Cristo, noi troviamo l’amore del Padre nostro che sta nei cieli, che alimenta la nostra fede e la nostra vita di cristiani.

Voi sapete che il cristianesimo professa che Dio é uno solo, in tre Persone: il Padre che invita alla mensa, il Figlio che diventa il nostro cibo attraverso il suo Corpo e il suo Sangue offerto per noi, lo Spirito Santo che ci fa comprendere il mistero che ci unifica con Dio e tra noi.

Noi normalmente conosciamo assai poco l’azione dello Spirito Santo. Prima abbiamo invocato lo Spirito Santo perché santificasse questo pietra e, in un certo qual modo, la identificasse con nostro Signore Gesù Cristo, tutti i giorni, quando si annuncerà la Parola del Signore. La Parola del Signore non ci raggiungerà per la eloquenza di chi parla, per gli argomenti che sono trattati, per le ragioni che sono portate ma per la forza e la grazia dello Spirito Santo che rende comprensibile la Parola di Dio. Conseguentemente, lo Spirito Santo ci unisce tra noi per la Parola che ci ha reso comprensibile.

Su questo altare tutti i giorni si celebrerà la santa Messa. Ad un certo punto della celebrazione, il sacerdote avrà sempre una preghiera rivolta allo Spirito Santo, perché trasformi il pane e il vino nel Corpo e nel Sangue di nostro Signore Gesù Cristo. Questo è il compito dello Spirito santo.

Sempre nella stessa celebrazione della santa Messa, il sacerdote farà un’altra invocazione allo Spirito Santo, perché tutti quelli che hanno ascoltato la Parola di nostro Signore Gesù Cristo e tutti quelli che si nutrono del Corpo e del Sangue di nostro Signore Gesù Cristo siano un solo Corpo, e si vogliano bene tra loro. Ecco la comunione. Qui sta il cristianesimo.

Il cristiano tante volte recita il Padre nostro, dice Ave Maria, viene a Messa e fa la comunione e non pensa che il Padre nostro, l’ave Maria, la comunione, la Messa, sono dei mezzi perché noi impariamo a vivere da figli di Dio. Sono preghiere che ci devno condurre ad osservare il precetto dell’amore per il Padre nostro che ci ha dato Gesù Cristo, per Gesù Cristo che é morto in croce per noi, per tutti i fratelli di Gesù Cristo che sono come noi, figli del Padre che sta nei cieli.

Gesù ha detto con molta chiarezza, se noi vogliamo bene alle persone che ci vogliono bene non é necessario che diventiamo cristiani. Tutti sono capaci di volere bene a chi vuole loro bene. Noi, da cristiani, dobbiamo essere come nostro Signore Gesù Cristo che ha perdonato ai suoi nemici, che ha pregato per i suoi persecutori dicendo al Padre: perdona perché non sanno quello che fanno.

Certo, la natura é fatta in modo tale che quando ci mancano di rispetto o di riguardo o di carità, quando ci fanno una ingiustizia o uno sgarbo, la natura si ribella, però: se noi siamo dei credenti, se noi siamo dei battezzati, se noi ci lasciamo trasformare dalla Parola di Dio e dalla comunione eucaristica, se noi ci lasciamo animare dall’azione dello Spirito Santo, noi impariamo volere bene anche a quelli che non ci vogliono bene, perché tutti abbiamo lo stesso Padre nel cielo, e tutti abbiamo bisogno della sua misericordia.

Tutti i giorni, con la recita del Padre nostro diciamo: rimetti i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori. Si tratta dei debiti che riguardano i sentimenti verso il prossimo, Si tratta di parole che noi pronunciamo contro il prossimo. Se vogliamo essere perdonati da Dio dobbiamo sapere perdonare i nostri fratelli. Qui sta l’espressione dell’amore autentico del cristianesimo sincero, che richiede nostro Signore Gesù Cristo, di cui questo altare é simbolo.

Fra poco mi avvicinerò ai vostri bambini per imporre le mani e concedere il dono dello Spirito Santo: che parte da questo altare, che parte dal sacrificio di nostro Signore Gesù Cristo.

Per la forza di questo dono, questi bambini diventeranno perfetti cristiani, ma diventeranno dei buoni cristiani se i papà e le mamme sono dei buoni cristiani, se i padrini e le madrine che avete scelto sono dei buoni cristiani. Il significato della cresima é sulla stessa linea della salvezza che si opera nell' unica famiglia di figli di Dio, che vogliono bene al Padre che sta nei cieli e vogliono bene ai loro fratelli.

Dove si proverà che sono dei buoni cristiani? Se sapranno crescere nell’amore, se matureranno nella capacità di volere bene, sempre più bene!


OM 481 S. Leonardo 72
San Leonardo,19 maggio 1972 ore 19 consacrazione dell'altare e cresima