Partecipi
di un mistero di comunione

omelia
Seconda Settimana Pastorale 24-28 Agosto 1970

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari al concilio
terzo da destra

Miei cari, accogliete il mio saluto fraterno e cordiale. Cerchiamo di entrare insieme nel significato di queste giornate. Avvengono tre fatti: stiamo insieme; preghiamo insieme; ci applichiamo insieme ad un tentativo di penetrazione più chiara, più profonda del mistero di Dio nel quale viviamo, del quale vogliamo vivere, al quale vogliamo che partecipino tutti i nostri fratelli.

Stiamo insieme. Non sottovalutiamo, sia da un punto di vista umano come da un punto di vista soprannaturale ed ecclesiale, questa espressione di vita ecclesiale e di vita cristiana. Stare insieme, in un certo qual senso, è il tema intorno a cui ci tratterremo in questi giorni. Realizziamolo intanto tra di noi con tutta la nostra cordialità, con tutta la nostra apertura umana e con tutta la nostra capacità di cogliere quanto sia bello e piacevole stare fraternamente insieme (cf. Sal. 133,1). Sia veramente la gioia di stare insieme superando tutte le difficoltà, tutti gli ostacoli che possono frapporsi tra noi e il nostro proposito, tra noi e questo fatto decisivo del nostro essere di cristiani e di sacerdoti.

Preghiamo insieme. All'inizio di ogni giornata ci sarà la preghiera, ma non sia soltanto questa la preghiera che facciamo insieme. In questi giorni, soprattutto nella celebrazione della messa, nella recita del breviario, in tutte le espressioni della nostra vita spirituale, cerchiamo di essere veramente in comunione con tutti i nostri fratelli nel sacerdozio e con tutti i nostri fratelli nel battesimo.

Ci applichiamo insieme all'approfondimento della Parola di Dio: è il Signore che ci viene incontro per rivelarsi, per farsi conoscere. Noi, di questi tempi, stiamo prendendo sempre più coscienza, e per il nostro ministero e per la nostra vita spirituale, come sia povera la nostra conoscenza del mistero di Dio e quindi quanto sia doveroso approfondire la conoscenza del mistero di Dio e in particolare del mistero che ci è stato richiamato in questa breve celebrazione della Parola e che costituirà il tema della nostra settimana.
E ringraziamo il Signore e i maestri che hanno accettato di stare con noi per prestarci la loro opera al fine di introdurci in questo approfondimento, in questa conoscenza.

Abbiamo sentito come dai primi tempi Iddio abbia preso un grande, impensabile impegno: stabilirsi in mezzo a noi. E' un impegno sconvolgente. Chi avrebbe mai pensato a Dio che impegna la sua parola ad essere in mezzo a noi per essere il Dio con noi ! Non dimentichiamo mai il senso del movimento della nostra fede: non siamo noi che andiamo verso Dio, è Dio che viene incontro a noi e solo in conseguenza di questo fatto, noi abbiamo la possibilità di andare verso Lui.

Dio viene verso noi, si stabilisce in mezzo a noi ed è il Dio con noi. La presenza di Dio. Ma quale è la presenza di Dio ? E' la presenza di Dio Padre, di Dio Figlio, di Dio Spirito Santo, che sono un solo Dio, la cui esistenza è una comunione di vita.

Noi siamo chiamati a partecipare a questa comunione. Abbiamo sentito con quale solennità, con quali dettagli, con quanta concretezza ed entusiasmo san Giovanni annunzia il fatto misterioso della nostra comunione con il Padre, il Figlio, lo Spirito Santo: la nostra comunione con una comunione, la nostra comunione con una sorgente e un modello di comunione; Dio non è un'altra cosa. Dobbiamo lasciarci dominare e possedere dal mistero di Dio, così com'è, servendoci di tutti i concetti, di tutte le nozioni, di tutti i principi della teologia, ma per farne una sintesi, altrimenti c'è un Dio conosciuto con l'intelligenza, ci sono i suoi attributi e tante altre distinzioni, ma manca ciò che è la vita di Dio, ciò che è la esistenza di Dio: la sua comunione di vita alla quale noi dobbiamo partecipare.

A questa comunione di vita non dobbiamo partecipare in un modo qualsiasi, semplicemente come ad un modello, ma come a una sorgente. Gesù dice di se stesso: - e ciò che dice di se stesso lo dice del Padre e dello Spirito Santo - : "Io sono la vite e voi siete i tralci » (Gv 15,5); il tralcio vive della linfa che attinge dal ceppo. Noi perciò siamo "divinae naturae consortes", ma la natura di Dio alla cui sorte partecipiamo è questo mistero di comunione.

     " Ego sum vita ": la vita è Gesù Cristo.
     "Veni ut vitam habeant ": lo scopo della missione di Gesù è portarci questo tipo di vita.
     " De plenitudine eius omnes nos accepimus ": è un fatto di vita reale, concreto, vero anche se misterioso nel quale siamo coinvolti; non importa che sia misterioso. Ciò che importa è che sia reale.
Raccogliamoci un istante e lasciamo che lo Spirito Santo, pregato da Maria Santissima,Madre di tutti noi, Madre di tutta la chiesa, ci introduca in tutta la verità, ci dica dal di dentro " quello che ascoltiamo dal di fuori".

OM 274 Chiesa Comunione 70
Stampa: Bollettino Diocesano "Chiesa Comunione" Seconda Settimana Pastorale 24-28 Agosto 1970
Atti della settimana in CDR -1970 settimana-