Perché dobbiamo voler bene a Dio?

Malavicina 14-9-69 celebrazione in onore di san Luigi

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari con i cresimati e il loro parroco

Miei cari,
molto semplicemente, in questo momento voi vedete il vescovo e il vescovo vede voi e vi saluta, come del resto la vostra presenza vuole essere salutata dal vescovo. Non saluto soltanto voi che questo pomeriggio siete in chiesa, ma tutti i membri della comunità parrocchiale, perché tutti indistintamente sono creature di quel Dio vivente di cui abbiamo sentito nel vangelo di nostro Signore Gesù Cristo.

Tutti sono chiamati ad essere i figli di questo Dio vivente. Il vescovo intanto esiste ed ha ragione di essere e ha motivo di incontrarsi con le creature che sono i figli di Dio, in quanto viene nel nome del Signore.

Ho visto che avete messo fuori delle iscrizioni. Può darsi che qualcuna dica così: "Benedetto colui che viene nel nome del Signore". Io non vengo in un altro nome, cioè non vengo per un altro motivo. Non avrei nessun motivo di essere qui e di incontrarmi con voi se non fosse perché vengo nel nome del Signore.

Vengo nel nome del Signore vuole dire che il Signore mi manda ed io vengo perché il Signore ha qualche cosa da dire a ciascuno di noi, perché il Signore ha qualche cosa da fare con ciascuno di voi, perché il Signore vuole fare qualche cosa per voi. Quindi, venire nel nome del Signore vuole dire, rendere presente il Signore in mezzo a voi, vuol dire non venire qua per motivi di interesse o di prestigio o di parte. Il vescovo è qui in mezzo a voi per un motivo religioso. Noi ci troviamo qui perché c'è Dio, perché Dio si interessa di noi, perché Dio ci vuole bene ed ha fatto cose meravigliose per noi.

Avete ascoltato il vangelo di nostro Signore Gesù Cristo. Coloro che volevano tendere delle insidie, per avere il pretesto di toglierlo di mezzo, gli fanno una domanda: qual é il più grande dei comandamenti? In altre parole, qual é il più grande dovere? Gesù risponde:"amerai il Signore tuo con tutta la tua mente, con tutte le tue forze, con tutto il tuo cuore". Perché dobbiamo voler bene a Dio? Perché il primo dovere è quello di voler bene al Signore? Che cosa ha fatto Dio per noi? Chi è Dio per noi? Perché Dio ci impone questo dovere?

La risposta sarebbe semplice a parole, ma noi forse, poi non siamo sufficientemente preparati o sufficientemente riflessivi e soprattutto non siamo sufficientemente umili, cioè piccoli, da intendere il motivo per cui Dio ha il diritto di imporre il dovere di tutto l'amore di cui siamo capaci, per lui. Ricordate che Gesù ha anche detto: le cose di Dio non le capiscono i grandi, ma i piccoli? Cioè quelli che sono disposti a capire queste cose, quelli che si mettono nelle condizioni d'animo di capire queste cose, quelli che si lasciano guidare dallo Spirito di Dio che è in noi, per capire queste cose? Questi capiscono Iddio e l'amore che Dio ci porta.

Miei cari, c'è un grande pericolo nei nostri tempi è questo: noi crediamo soltanto a quello che tocchiamo con mano, a ciò che sentiamo con le nostre orecchie, a ciò che vediamo con i nostri occhi e poi soprattutto a quelle cose per le quali abbiamo interesse. Allora per tutto il giorno ci si affanna per le cose che riguardano la nostra salute, la nostra casa, il nostro vestito, il nostro prestigio per essere "più" degli altri. E tutto questo con un grande affanno, con una grande preoccupazione e anche con grandi sacrifici.

E ci dimentichiamo di Dio. E ci dimentichiamo che abbiamo un'anima. E ci dimentichiamo che questo povero corpo, poco per volta va disfacendosi, Sappiamo dove andrà a finire ma non ci pensiamo sufficientemente. E non siamo capaci di riflettere. Ma, tutto ciò che ci circonda, dalle erbe alle piante, dal sole alla pioggia, dalla terra all'acqua, dai cieli alla luna, chi ha preparato tutte queste cose? chi dà vita a tutte queste cose?

E la nostra persona chi la fa così come è? Uno sposo, una sposa, un padre, una madre sono degli strumenti nelle mani di una "Forza" molto più grande, molto più sapiente, molto più buona di loro. Papà e mamme, non é che i figli vostri sono usciti dalle vostre mani, così come sono. E questo vuole dire che non siete gli autori ultimi della vita. Tutto viene da Qualcuno che é più sapiente di noi, che è più forte di noi, che è più capace di noi che, soprattutto, è più buono di noi.

E tutto il resto che riguarda la nostra vita spirituale, che è molto più importante, chi lo ha fatto ? E' molto più importante avere l'intelligenza che avere le mani; è più importante avere il cuore e il sentimento che avere gli occhi che sono così preziosi; è più importante avere uno Spirito che ci anima potentemente e non semplicemente avere delle energie fisiche. Apriamo il libro di Dio e confrontiamoci con la nostra storia. Per sapere quello che abbiamo fatto noi basta guardare quello che facciamo ogni giorno. Il fatto di riconoscere l'opera di Dio è un fatto che, a volte, è marginale nella nostra esistenza. Il fatto che molte volte andiamo contro la sua volontà, -in una parola molto corrente,commettiamo il peccato, cioè noi offendiamo Iddio - é una storia che la sappiamo. La storia del peccato nel mondo e nella vita di ogni individuo è l'aver dimenticato Iddio.

E Iddio come si è comportato dinanzi ai nostri peccati? Iddio davanti ai nostri peccati ha fatto - come dice Gesù Cristo nel vangelo - come il padre del figliolo prodigo. Più abbiamo fatto i peccati più ci usa la sua misericordia, non per approvare i nostri peccati, ma per dimostrarci il suo amore. E il suo amore lo ha dimostrato quando ha mandato il suo figliolo sulla terra a morire in croce per i nostri peccati. Quando uno ci vuole tanto bene da dare la sua vita per noi, è segno che ci ama veramente. Allora dovrebbe essere naturale che noi vogliamo bene al Signore con tutto il cuore con tutta l'anima, con tutte le nostre forze perché è il nostro creatore, perché è il Creatore di tutto ciò che ci circonda, perché è il Padre che, oltre averci dato questa vita, ci ha dato la vita più grande che ci fa figli di Dio.

Ecco il primo dovere della vita ma ce n'è un altro simile a questo: amare il prossimo. Il prossimo chi è? Sono tutti. Perché dobbiamo volere bene a tutti? Perché tutti siamo figli di Dio. Un padre può essere contento se i suoi figlioli non si vogliono bene tra di loro? Se c'è una spina nel cuore di un padre e di una madre è quella dei figli che non si vogliono bene. Quante volte questa spina è nel cuore del Padre nostro che sta nei cieli perché noi non ci vogliamo bene?

Tutto questo, cosa centra con la festa di san Luigi?
San Luigi è uno che ha amato Dio con tutto il cuore ed ha amato il suo prossimo. Ad un certo punto della sua vita, ha scoperto che Dio aveva fatto per lui più di quanto non avesse fatto suo padre, che era tanto buono. Ed è per questo motivo che ha lasciato tutte le cose di questa terra, tutti gli interessi materiali, tutte le possibilità di successo che avrebbe potuto avere, per essere libero di voler bene con tutto il cuore, con tutte le sue forze, con tutta la sua mente al suo Dio.

Ma san Luigi non ha voluto bene soltanto a Dio. Ha voluto bene ai suoi fratelli che erano i poveri e gli ammalati. Sappiamo che è morto di peste perché andava a curare gli appestati. Voleva bene a loro. Fare la festa di S. Luigi vuol dire guardare come ha fatto lui e cercare di farlo anche noi. Ecco il motivo per cui sono in mezzo a voi per dirvi che dobbiamo voler bene al Signore e dobbiamo volerci bene fra di noi.

OM 228 Malavicina 69 - 14-9-69 celebrazione in onore di san Luigi