Siete chiamati a dare qualche cosa
di voi stessi
perché Gesù Cristo possa salvare il mondo

Seminario - Ai genitori dei seminaristi

Mons. Carlo Ferrari
Mons. Carlo Ferrari in aula del concilio

voi siete chiamati ad una testimonianza di vita cristiana che faciliti i vostri figlioli a corrispondere alla loro vocazione

La chiesa che ci prepara alla Pasqua ci propone la meditazione delle grandi realtà della salvezza. Le grandi realtà della salvezza sono descritte nella Scrittura con immagini, con avvenimenti storici, con prodigi, dei quali Dio si serve per farci intendere il senso, il significato delle espressioni che poi si incontrano nello svolgimento della Rivelazione, vuole fare quel colloquio che ha voluto stabilire con noi per farci capire il suo disegno, il suo piano su di noi.

Tante volte il regno dei cieli, il tempo della salvezza, i giorni del Messia, sono descritti come un banchetto dove i cibi sono abbondanti e soddisfano a tutte le necessità anzi, se ne avanza ancora - come dice il vangelo di oggi - per tutti quelli che sono chiamati al banchetto del Regno dei cieli.

Iddio che, ci vuole salvare come un padre vuole salvare tutti i suoi figli, pensa a tutte le nostre necessità materiali e spirituali e vuole che siamo in condizione di accogliere i beni che egli, nella sua provvidenza larghissima, nel suo amore infinito e misericordioso dispone per i suoi figli: è la salvezza per la vita presente che egli ci propone ed è la salvezza per la vita futura che egli ci prepara. Tutto questo lo troviamo espresso in un modo mirabile, impressionate, chiaro e solenne nel miracolo della moltiplicazione del pane, per una folla che altrimenti sarebbe venuto meno.

Ci sono tanti elementi in questo episodio. Prima di tutto c'è Gesù che compie il miracolo, poi c'è la moltitudine che segue nostro Signore Gesù Cristo perché ha fede, per lo meno costata che Egli è capace di fare miracoli e si entusiasma, e poi ci sono i discepoli di nostro Signore Gesù Cristo che si pongono quasi come intermediari tra Gesù e la folla. E' Gesù che compie il miracolo, è Gesù che prepara i beni che sono indispensabili in quella situazione per la sopravvivenza della moltitudine; è Gesù che possiede i beni; è Gesù il solo capace di comunicarci i beni che sono indispensabili per la nostra esistenza.

Noi dobbiamo riconoscere qual è la situazione della nostra esistenza, dobbiamo sapere se ci stacchiamo dall'azione del nostro Dio Signore e salvatore, creatore e redentore. Siamo dei poveri ai quali manca sempre qualche o cosa e, più abbiamo fiducia nei valori e nei beni che ci offre il mondo, meno teniamo conto dei beni spirituali, < più ci accostiamo ai beni che ci offre il mondo, più costatiamo la nostra povertà, la nostra miseria umana, la nostra incapacità di vivere da uomini: di vivere una vita degna degli uomini.

Ma io, davanti a voi che in prevalenza siete i genitori dei nostri seminaristi, devo mettere in evidenza il terzo elemento che scopriamo in questo episodio della vita di nostro Signore Gesù Cristo. C'erano i discepoli che facevano da intermediari tra Gesù e la folla che si presentava estremamente bisognosa di essere salvata. Sono i discepoli che dicono:- Signore com'è possibile sfamare tutta questa gente? E ricevono da Gesù l'ordine di far disporre la gente a sedere, di prendere il pane e i pochi pesci, e di distribuirli a tutti mentre si moltiplicano nelle loro mani per la potenza operativa, attuale di nostro Signore Gesù Cristo. Non è forzare il senso delle cose, il riconoscere qui la funzione dei ministri di nostro Signore Gesù Cristo nella Chiesa, la funzione di coloro che sono chiamati al sacerdozio e che sono i vostri figlioli.

Nostro Signore Gesù Cristo vuole avere bisogno di uomini scelti, che continuino in mezzo al mondo a distribuire i beni di cui il mondo ha bisogno e senza dei quali verrebbe meno. E' il mondo che ha bisogno anche quando non lo sa, anche quando non vuole, di questi intermediari, di questi ministri, di questi servitori del Dio vivente, per ricevere il dono di Dio: la salvezza di Dio per la vita presente e per la vita futura.

Come è il mondo dove manca la luce operante del vangelo? Come è il mondo dove si manifesta la mancanza, l'assenza della grazia di nostro Signore Gesù Cristo? Come si presenta il mondo senza quell'elemento divino e umano indispensabile per la nostra esistenza, che è l'amore? E' il mondo delle ingiustizie. E' il mondo che crea le separazioni, le lotte, le guerre. E' il mondo delle situazioni paradossali quali la civiltà dei consumi da una parte e la spaventosa condizione di quelli che muoiono di fame dall'altra parte. E' perché manca nostro Signore Gesù Cristo, è perché manca la sua presenza, è perché manca la sua azione, è perché manca la sua salvezza. è perché mancano quelli che, diventando ministri di nostro Signore Gesù Cristo diventano servitori della sua azione di salvezza per i propri fratelli. Senza di loro il mondo non può ricevere questo genere di beni, non può ricevere la capacità di operare la giustizia in se stesso e verso gli altri, non è capace di uscire dal proprio egoismo per arrivare a dividere il proprio pane con quelli che non ne hanno, senza di loro gli uomini non possono ricevere la capacità di vivere da figli di Dio.

Il concilio richiama un grande principio di responsabilità cristiana e dice che: nostro Signore Gesù Cristo, br> che tutti i battezzati sono i responsabili che la salvezza di nostro Signore Gesù Cristo sia operante nel mondo. Dice il concilio che i più responsabili sono i ministri di nostro Signore Gesù Cristo: il papa, i sacerdoti, i vescovi, ma che sono altrettanto responsabili tutti i battezzati, ciascuno secondo la propria situazione. E c'è una categoria particolare di responsabili: siete voi miei cari, papà e mamme dei nostri semiaristi. Voi siete chiamati a dare qualcosa di voi stessi, perché Gesù Cristo possa salvare il mondo; voi siete chiamati a dare i vostri figlioli, non solo permettendo che stiano in seminario e che raggiungano il sacerdozio, ma anche a dare qualche cosa di voi stessi in un impegno di vita cristiana che faciliti a questi vostri figlioli di corrispondere alla loro vocazione.

Carissimi, papà e mamme, non pensate, per carità, che questi vostri figlioli, dal giorno in cui li avete affidati alle cure del seminario, siano già in grado di corrispondere alla loro vocazione per l'opera che svolge il seminario. Rimangono sempre i vostri figlioli. Tra tutte le persone che li circondano, voi siete coloro coi quali conservano i legami più profondi, voi siete le persone delle quali hanno sempre più stima, voi siete le persone in cui hanno maggiore fiducia. Il vescovo, il rettore, gli insegnanti possono avere una certa competenza superiore alla vostra, possono avere una grazia del Signore, ma non hanno il dono di una paternità e di una maternità, che sono lo strumento stabilito da Dio per operare la salvezza dei propri figlioli, per sostenere i propri figlioli a perseguire la propria vocazione.

Sentitevi impegnati davanti a nostro Signore che muore per la salvezza del mondo. sentitevi impegnati dinnanzi ad un mondo che muore perché non ha la salvezza di nostro Signore Gesù Cristo! Qui si pone la vostra disponibilità a dare i figlioli, perché diventino i servitori di nostro Signore Gesù Cristo ed i servi dei propri fratelli, affinché tutti abbiano l'abbondanza dei doni divini e possano essere sostenuti potentemente per raggiungere lo scopo della loro esistenza.


OM 208 - Seminario 69 - Ai genitori dei seminaristi