La Bibbia nella Chiesa oggi

per le settimane della Bibbia in diocesi

Mons. Carlo Ferrari
Il Piccolo Clero di Monopoli, il 20 Aprile 1956

Il Concilio, avvenimento dominante della storia e della vita della Chiesa e la Costituzione sulla Sacra Liturgia, prima espressione della vita di «questa» Chiesa, domandano un'attenzione nuova alla Bibbia.

E' un'attenzione che equivale a una scoperta, la quale produce stupore, gioia e nuovo impegno. Fa parte di quei motivi che rendono la Chiesa di oggi, quella del Concilio, tanto nuova, giovane e vitale perché, nello sforzo di aggiornarsi, va verso un rinnovamento, cioè ritorna alle sorgenti.

La sorgente è il « giovane Cuore di Dio », come pulsa in una meravigliosa storia dove egli, da Protagonista, attende alla salvezza degli uomini in mezzo ai quali ha stabilito la sua presenza.

La Chiesa è il momento e il luogo privilegiato di cotesta presenza dell'Amore infinito del Dio vivente, il Quale urge da tutte le parti e in modi anche scomodanti e inquietanti perché gli uomini si aprano all'Amore.

Questa Chiesa preparata dal Padre nei tempi antichi edificata dal Figlio nei tempi nuovi, diffusa dallo Spirito Santo per tutti i tempi assume tutte le dimensioni attribuitale dall'infinita Sapienza di Dio solo a condizione che sia ricercata in quella storia, in quelle espressioni con cui Dio ha voluto svelare l'Arcano nascosto da tutti i secoli; il quale essendo inenarrabile (Ef. 3, 8) non può essere definito nei termini dell'umana speculazione o contenuto nei confini giuridici entro cui si volesse circoscrivere una istituzione concreta e « apparente » (Tit. 3, 4), interiore e divina, analoga ai Misteri della Incarnazione e della Redenzione che la Chiesa ripete e dilata fino ai confini del tempo e dello spazio. S. Paolo ricorre a tutte le dimensioni immaginabili per descrivere questo Arcano (Ef. 3, 8-19) e tutta la S. Scrittura moltiplica le figure e le metafore per rendere la realtà della Chiesa che però rimane sempre al di là delle possibilità umane di conoscenza e di espressione.

Alle pagine della Bibbia è consegnata questa storia: il suo piano e il suo contenuto, il valore del suo significato, espresso in « segni » portatori di azione divina salvatrice.

Nella Bibbia è contenuto il tesoro della nostra Fede, le espressioni della pedagogia e della didattica del piano di Dio, la definizione storica dei Segni della Salvezza.

La Chiesa del Concilio corrisponderà alle esigenze di autenticità poste dal bisogno di rinnovamento interno e dal problema ecumenico e missionario, se nella luce della Fede tutti saranno impegnati nello sforzo di accostarsi alla sorgente della Parola di Dio contenuta nella Bibbia, trasmessa ed espressa dalla Tradizione.

L'azione attraverso la quale si costituisce e si esprime la genuina natura della Chiesa è la Liturgia (De S. Lit. Const. Art. 2); per questo non fa meraviglia che la prima Costituzione emanata dal Concilio Ecumenico Vaticano ÍI sia quella sulla Liturgia.

Ora è pacifico che la comprensione, la divulgazione e la messa in opera della Costituzione Liturgica è legata alla conoscenza della Bibbia. Storicamente, nella Chiesa cattolica è stato il movimento liturgico a imporre il movimento biblico, come nelle chiese protestanti più seriamente impegnate è stata la conoscenza della Bibbia a spingerle alla scoperta di un culto liturgico.

Teologicamente vale il principio che la Liturgia è una « rappresentazione » efficace del Mistero della Salvezza e della sua Storia, contenuti nella Bibbia. Sta di fatto che la Costituzione all'Articolo 24 è esplicita a stabilire che « la Sacra Scrittura ha un'importanza estrema nella celebrazione liturgica ». Perché:

1) « da essa si traggono le letture che vengono poi spiegate nell'omelia e i salmi che si cantano »;

2) « dall'afflato della sua ispirazione sgorgano le preghiere, le orazioni e gli inni »;

3) « da lei le azioni e i segni traggono la significazione ».

Perciò: « al fine di una restaurazione, di un progresso e di un adattamento della S. Liturgia è indispensabile promuovere quel gusto saporoso e vitale della Santa Scrittura, come vuole la veneranda tradizione del rito orientale e occidentale ».

Dopo di che non c'è dubbio che sia da guardarsi con favore e da accogliere con compiacenza e impegno ogni iniziativa che sia rivolta a introdurre nel vivo di una conoscenza « saporosa e vitale » del libro di Dio.

Carlo Ferrari Vescovo

[1] Stampa: Via Verità e Vita, quaderno di Bibbia e Catechesi 1964