Siamo il primo anello
di congiunzione con Dio,
attraverso Gesù Cristo nella Chiesa

da cui viene la via, la verità e la vita
che dobbiamo comunicare ai nostri fratelli

Mons. Carlo Ferrari
1986 con il Cardinale Casaroli

Cari Sacerdoti, penso che quando avrete sottocchio queste righe sarà cessato il caldo che ha paralizzato le nostre attività e saremo in grado di avviarci verso quelle del nuovo anno pastorale.

Prepararsi

Per riprendere un lavoro ordinato e proficuo è indispensabile una conveniente preparazione. Le improvvisazioni non si addicono ad una attività a lunga scadenza. Dobbiamo preparare noi, preparare gli strumenti del nostro lavoro: collaboratori, programmi, sussidi.

La nostra preparazione

La nostra preparazione è la più necessaria. Siamo il primo anello di congiunzione con Dio, attraverso Gesù Cristo, nella Chiesa, da cui viene la via, la verità e la vita che dobbiamo comunicare ai nostri fratelli. Importa essenzialmente che "noi" siamo uniti coscientemente e intimamente a Lui; importa che la nostra vita interiore, fatta di rapporti personali chiari e generosi con Dio, sia ben intensa.

Ognuno avrà già pensato a chiarire i propri rapporti con Dio nel raccoglimento degli Esercizi spirituali e approfittando della sosta estiva. Penso tuttavia di fare cosa gradita a tutti invitandovi a partecipare ad alcune giornate di studio e di preghiera sul tema "L'ascetica nella vita e nel ministero del Sacerdote". Vi sarà comunicata in seguito la data precisa. Avremo tra di noi un maestro di eccezionale competenza.

I nostri collaboratori

Non bastiamo da soli per il lavoro che ci attende. Chi pretende di fare tutto lui sbaglia; chi non sa circondarsi di collaboratori efficienti non può assolvere ai propri compiti. È nella natura delle cose anche soprannaturali la necessità della subordinazione e della cooperazione delle cause seconde. Ed è inoltre una più urgente necessità dei nostri tempi.

L'A. C. e la Confraternita della Dottrina Cristiana sono i più indispensabili strumenti del nostro ministero.

La preparazione spirituale e apostolica dei dirigenti diocesani e parrocchiali di Azione Cattolica sta per essere compiuta per tutti i rami. Ricordo che i dirigenti nelle varie giornate di Esercizi e di studio apprendono dei principi di vita spirituale e di apostolato che debbono poi applicare nella loro vita quotidiana e nel lavoro parrocchiale; avranno bisogno di essere assistiti attraverso la Confessione e le opportune adunanze per essere in grado di arrivare a uno svolgimento pratico dei vari principi programmatici. Questo vaie naturalmente anche per i soci.

Dal momento poi che il compito più urgente e più grave del nostro ministero è il catechismo, persuadiamoci che dobbiamo prepararci i catechisti. Abbiamo potuto constatare insieme che è possibile trovare laici disposti ad aiutarci a tenere il catechismo, che sono suscettibili di formazione pedagogica e didattica. Ripetiamo le iniziative già attuate e tentiamone delle nuove.

I programmi

Dal tempo della prima missione tenuta in tutta la Diocesi è stata segnata una meta: portare le nostre popolazioni a conoscere, amare e servire Dio come unico Signore " primo Principio e ultimo Fine di tutte le creature ".

Il mezzo pratico doveva essere la santificazione della festa nella propria Parrocchia. La famiglia parrocchiale si aduna nella casa del Signore per ascoltare la Sua Parola, manifestare i propri sentimenti attraverso le espressioni del Culto e disporsi, col Suo aiuto, a prestarGli un servizio fedele nell'attività di tutti i giorni.

La visita pastorale è stata un'ottima occasione per ribadire le stesse idee in modo più pratico e le settimane liturgico, che si svolgeranno anche a Cisternino e Polignano, vogliono richiamarle sotto l'aspetto più suggestivo

Perciò il programma anche per quest'anno non cambia: la Parrocchia, che attua la missione di Gesù Maestro, Pastore e Padre con l'insegnamento della Dottrina Cristiana, la direzione della condotta e l'amministrazione dei S.S. Sacramenti.

Il catechismo ai piccoli

Si deve tenere il pomeriggio di tutti i giorni festivi in classi distinte. Si deve tenere un registro generale, uno di classe e tutti gli alunni devono avere il testo diocesano, che è quello edito dai Salesiani L.D.C.

Alla Prima Comunione, alla Comunione Pasquale e alla Cresima devono precedere trenta lezioni; chi non ha almeno venti frequenze non può essere ammesso; almeno dieci giorni prima di fissare la data della Prima Comunione e della Cresima si deve tenere I'esame alla presenza di un rappresentante dell'Ufficio Catechistico: questo per non creare situazioni incresciose per le famiglie e per noi, al momento di amministrare tali Sacramenti.

A scanso di malintesi si ripete che possono essere ammessi alla Cresima i bambini e le bambine che da almeno un anno si sono accostati alla la Comunione e che frequentano la quarta classe elementare.

Sacerdoti designati dall'Ufficio Catechistico hanno l'obbligo grave di tenere le venti lezioni integrative del programma di Religione nelle Scuole elementari.

L'Ufficio Catechistico prepari subito gli elenchi e le lezioni abbiano inizio almeno per Ognissanti e abbiano termine prima di Pasqua. Lo stesso Ufficio provveda il testo e la guida per ogni Sacerdote.

Ai Sacerdoti insegnanti nelle Scuole medie raccomando preparazione dottrinale e didattica e tanto spirito apostolico. Penso che sia stata fruttuosa l' iniziativa dello scorso anno di premiare tutti gli alunni diligenti; ci si intenderà per ripeterla e migliorarla.

Istruzione degli adulti

Vi invito a rileggere quanto ripetutamente ho scritto su questo argomento; rileggete le disposizioni della Conferenza Episcopale.

L'istruzione agli adulti deve tenersi a tutte le Messe festive,(ad eccezione della Messa parrocchiale) e alla funzione vespertina che deve istituirsi in tutte le Parrocchie.

Nelle Chiese delle Confraternite si devono tenere tutte le lezioni contenute negli schemi che ha preparato la stessa Conferenza. Su questo punto ci sono ancora troppe lacune e molti arbitrii; qualche volta ho minacciato di ricorrere alle sanzioni; poi ho pensato che un bel motto araldico per un Vescovo sarebbe "Patientia opus perfectum" (habet). Per il prossimo anno si vedrà il da farsi. Confido nella vostra comprensione degli interessi di Dio e delle anime.

Vi raccomando tanto le iniziative a sfondo istruttivo, religioso, morale per la gioventù.

Azione Cattolica

Mentre vi scrivo, il S. Padre sta parlando ai partecipanti del Congresso Internazionale di Liturgia e Pastorale.

Vi esorto a leggere gli augusti insegnamenti del Santo Padre; poi facciamone tesoro.

Teniamo pulite e ordinate le nostre belle Chiese; curiamo la proprietà degli arredi e delle suppellettili; stiamo puntuali all'orario delle funzioni; teniamoci all'esattezza delle cerimonie; curiamo il canto: il nostro popolo lo gusta sa eseguirlo molto bene. Permettete che insista perché in ogni Chiesa Parrocchiale fiorisca il "Piccolo Clero" Ho questa convinzione, che chi ama veramente (Gesù non può negarGli la gioia di vedere l'Altare circondato da bambini.

Da meditare

Nell'ultima parte di questo Bollettino riporto una comunicazione al Clero dell'Arcivescovo di Bari. Contiene riflessioni così sagge e inviti così opportuni in relazione a un argomento di tale importanza che vi invito ad accoglierlo con molto senso di responsabilità, per chiarire le idee e ordinare una corrispondente azione pastorale.

La Madonna SS. del Rosario ci benedica e ci assista nel nostro lavoro.

Carlo Ferrari Vescovo
Stamoa: Ottobre 1956 -Rivista diocesana - La parola del Vescovo