Recensione del Diario del Concilio su Civiltà Cattolica

Mons. Carlo Ferrari "Padre del Concilio", Diario (1962-1965). A scuola di una nuova paternità della Chiesa per il mondo, a cura di STEFANO SILIBERTI, Mantova, Arti Grafiche Grassi, 2010, 688, s.i.p.

 Pur nella peculiarità che le fonti private assumono rispetto all’insegnamento conciliare, così come è espresso nel corpus dei 16 documenti promulgati, tuttavia non c’è dubbio che la loro oggettiva e non pregiudiziale consultazione offre anche ai cultori di discipline teologiche elementi utili per la ricostruzione di un quadro d’insieme, che sostiene una più corretta interpretazione dello stesso magistero conciliare. In particolare essi sono indicatori di un indubbio processo di maturazione avvenuto nell’aula conciliare, preparato e sostenuto da incontri di vario genere avvenuti al di fuori di essa. E lo sono soprattutto quando gli autori di queste fonti private non hanno ricoperto un ruolo di rilievo all’interno delle assise conciliari. E’ questo, ad esempio, il caso di mons. Carlo Ferrari, vescovo di Monopoli [Ba] (1952-67), e di Mantova (1967-86), il cui diario conciliare è ora pubblicato a cura di Stefano Siliberti.

Il Ferrari annota in forma sintetica i vari interventi dei padri conciliari in aula, talvolta aggiungendovi qualche breve commento personale di approvazione o meno del pensiero espresso dall’oratore. Le diverse fasi del Concilio e della discussione degli schemi oggetto di dibattito sono così ricostruite attraverso l’ottica di un prelato, che progressivamente viene coinvolto nelle dinamiche conciliari. A tali annotazioni, ne correla altre che riguardano la vita “romana” di un padre conciliare. E’ una vita fatta di incontri, tra i quali i più significativi – anche nella prospettiva dello sviluppo del dibattito che avviene in aula – sono quelli con altri teologi e vescovi, ma soprattutto con gli altri vescovi italiani. Brevi indicazioni mettono in luce i rapporti intercorrenti in seno alla Cei e la ricaduta della discussione in sede conciliare sulle prospettive e sugli orientamenti dei vescovi italiani.

Il testo, introdotto da mons. Busti e concluso dalla postfazione di mons. Volta, è correlato da un cospicuo numero di note a pie’ di pagina, nelle quali sono offerte indicazioni biografiche dei personaggi citati, e di rimandi sia agli Acta Synodalia che raccolgono il testo esteso degli interventi sintetizzati nelle note, sia ad altre fonti private, che esplicitano in modo complementare il pensiero dello scrivete. Altre indicazioni complementari – tra le quali si segnalano in modo particolare la rassegna stampa e altri scritti del Ferrari concernenti il Concilio – nono raccolte in colonne che accompagnano il testo del diario, stabilendo così un raccordo tra le une e l’altro. Il testo è infine accompagnato da una serie di fotografie, scattate dallo stesso Ferrari, che ha fissato così anche visivamente, quando d’altra parte andava quotidianamente annotando nelle pagine delle sue agende. Quanto vissuto dal prelato durante il Concilio non è però rimasto “congelato” nelle annotazioni o nelle fotografie; si è trattato in realtà di un’esperienza recepita nel suo ministero episcopale dopo la chiusura del Vaticano II, come del resto è attestato dalla documentazione raccolta nelle pagine conclusive del volume.

La pubblicazione di diari, note, quaderni ecc. dei partecipanti al Concilio Vaticano II costituisce sicuramente una fonte di riferimento preziosa per quanti studiano a vario titolo quello che a buona ragione può essere considerato come l’evento ecclesiale più rilevante del XX secolo. Rilevante non soltanto con riferimento alla stagione nella quale il Vaticano II è stato celebrato, ma anche a quella nuova stagione di luci e ombre che la Chiesa, incamminata nel terzo millennio cristiano, sta vivendo. Anche per questi motivi, la pubblicazione curata dal Siliberti merita di essere segnalata.

S. Mazzolini