Benedetto XVI e gli studi sul Concilio

dal "L'Osservatore Romano" 2010-04-06

Sugli studi sul Vaticano II, ormai da qualche anno, siamo informati regolarmente. Dopo qualche timido tentativo, prima Gilles Routhier e poi Massimo Faggioli hanno pubblicato ampie e dettagliate rassegne bibliografiche che consentono di essere sufficientemente informati su quanto viene scritto: sufficientemente, perché talvolta si colgono delle lacune che sembrano richiamare dei pregiudizi, che si colgono in una certa storiografia sul concilio.

Basta pensare al silenzio, nell’ultima rassegna bibliografica sul Vaticano II pubblicata nel 2011 sul diario di monsignor Carlo Ferrari. Questa edizione, completamente ignorata, mostra chiaramente quanto meriterebbe uno studio analitico sulla partecipazione dell’episcopato italiano, e non solo di alcuni esponenti, ai lavori del Vaticano II e alla sua prima recezione durante la stessa celebrazione del concilio. Servirebbe a liberarsi da quel preconcetto che tende a minimizzare, se non a derubricare come del tutto secondario, il ruolo dell’episcopato italiano, fatta eccezione per alcune figure ampiamente studiate, come è il caso del cardinale Giacomo Lercaro (1891-1976), al quale Matteo Donati ha dedicato, di recente, un intelligente e approfondito studio, portando un ulteriore contributo alla conoscenza della sua partecipazione al Vaticano II.